Gen 31, 2009 - Senza categoria    No Comments

L’AUTOGOL DI MAZZOLA

Tratto da “Lo stadio racconta” di Sergio di Battista [editoria – 13]:

“27 febbraio 1972 a Torino

Torino-Inter 2-1

Mentre sugli schermi imperversa <Ultimo tango a Parigi> negli stadi del calcio c’è un gran ritorno: il Torino, per la prima volta dopo Superga, protagonista nella battaglia dello scudetto. Una vittoria importante la regala, del tutto involontariamente, ai granata Sandro Mazzola detto <baffo>. Un gol a rovescio è sempre possibile, anche per un attaccante (capita anche a Chinaglia e Chiarugi), ma questo sembra costruito con particolare sottigliezza da uno dei molti dispettosi folletti che vivono in quelle vesciche gonfie d’aria che sono i palloni.

Sentite. Mazzola gioca con la maglia numero dieci, in una prima linea composta dal brasiliano nero Jair, dall’umbro Mario Frustalupi, dal mantovano Boninsegna e da Sergio Pellizzaro da Montebello. Quest’ultimo ha preso il posto di Mario Corso, rimasto in tribuna dopo che l’altoparlante lo aveva annunciato in formazione. E’ l’ultimo atto di una lunga e fastidiosa polemica con Mazzola, al quale viene finalmente affidata la tanto desiderata regia della squadra.

L’Inter ha cucito sulle maglie lo scudetto (vinto grazie all’ultima grande stagione di Corso), ma sta ruzzolando diversi gradini della classifica. Il Torino, invece, insegue la Juventus a soli due punti, allupato. La partita, sul fango, sotto una fitta pioggia, vede i granata in vantaggio con un gol di Pulici, poi pareggiato da Boninsegna.

A sei minuti dalla fine, la palla schizza fuori da un groviglio di uomini verso il lungo, calvo, Gianni Bui, ex tipografo. Bui è piazzato sulla destra e può raccogliere con tutta calma: il tiro è violento, ma il portiere Vieri – anche lui non di primissimo pelo – ha già intuito le intenzioni dell’avversario, è piazzatissimo, pronto alla parata, quando Mazzola – imprevedibile guastafeste – si lancia a corpo morto, quasi a far da scudo, nel tentativo di ribattere. Invece tocca il pallone (con un braccio) di quel tanto che basta per imprimergli una deviazione e un’impennata che adesso Vieri non può fermare. Mazzola finisce bocconi con la faccia affondata nell’erba fradicia, patetica immagine di campione sfortunato. Più tardi, all’uscita dello stadio lo affronta un pazzoide << Tu non sei il figlio del grande Mazzola >> e tenta di colpirlo con un ombrello.”

L’AUTOGOL DI MAZZOLAultima modifica: 2009-01-31T09:51:00+00:00da libellus1
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