Feb 6, 2009 - Senza categoria    No Comments

BALONCIERI, LIBONATTI, ROSSETTI (il leggendario trio – seconda parte)

Prosegue Alberto Fasano nel suo racconto:

 “E veniamo a Rossetti. Innanzi tutto va precisato che il suo vero nome era Rosetti, con una <esse> sola: un errore dell’impiegato dell’anagrafe di La Spezia trasformò Rosetti in Rossetti, e tale è rimasto per la storia del Torino e per quella del calcio azzurro.

L’ingaggio della mezzala spezzina faceva parte di una operazione che doveva portare in maglia granata il mediano Enrico Colombari, il terzino Balacics ed il portiere Bosia. Tutto andò liscio per questi tre giocatori, mentre per Gino Rossetti ci furono inattese difficoltà, in quanto il trasferimento del giocatore, concordato dal presidente Marone con un qualificato dirigente spezzino per una cifra oscillante sulle 25 mila lire, non fu avallato dal consiglio direttivo del club ligure, malgrado le giuste rimostranze dei dirigenti torinesi e le insistenze dello stesso Rossetti.

Sfumato (così almeno sembrava…) il trasferimento a Torino, l’atletico Gino decise di fare le valigie e di raggiungere il fratello maggiore Giuseppe, da tempo giocatore del Valparaiso e preparatore della formazione cilena che avrebbe partecipato alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928.

Allora i dirigenti liguri ritornarono sulle loro decisioni, piuttosto che perdere il giocatore senza incassare alcuna cifra del trasferimento.

Quando i dirigenti di La Spezia presero la decisione di trasferire Rossetti al Torino, il giocatore si trovava già a Genova in attesa dell’imbarco. Come fare a rintracciare il giocatore? Resta ancora oggi da stabilire come riuscì il portiere Latella, scaraventato dai dirigenti granata sul primo treno per Genova a Rintracciare in piena notte Gino Rossetti in un alberghetto del porto ed a portarlo a Torino. Un’avventura a dir poco rocambolesca.

Con la maglia granata Rossetti esordì il 3 ottobre 1926 a Livorno, dove gli uomini di Magnozzi sconfissero il Toro per 2 a 1: fu proprio Rossetti a segnare la rete per i granata. In quel campionato la mezzala realizzò 19 reti, passando poi a 23 nella stagione successiva ed a 38 nella terza stagione disputata nel Torino. Il suo rendimento fu sempre ad altissimo livello.

Gino era un giocatore di rara potenza, ma, benché dotato di enormi masse muscolari, possedeva una incredibile agilità, un dribbling diabolico, una velocità di esecuzione addirittura strabiliante. Anche nella squadra azzurra seppe dare un apporto sovente decisivo: esordì (con una rete stupenda) in occasione della larga vittoria (5 a 1) ottenuta dall’Italia a Ginevra contro la Svizzera ; conquistò in tutto 13 gettoni di presenza, segnando 9 reti”.

[CONTINUA]

BALONCIERI, LIBONATTI, ROSSETTI (il leggendario trio – seconda parte)ultima modifica: 2009-02-06T18:57:00+00:00da libellus1
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