Feb 18, 2009 - Senza categoria    No Comments

GIACINTO ELLENA (prima parte)

Nel terzo fascicolo de “La storia del Torino” [editoria – 17] un articolo di Vladimiro Caminiti (per un errore di stampa firmato “Vladimiro Catunti”, ma mi pare che lo stile narrativo sia inconfondibile) descrive la figura di Cinto Ellena, simbolo del granatismo più puro, una vita trascorsa sotto le insegne del Toro. Ne riporto gli stralci più significativi:

 

“Chi non ci ha abitato vicino, chi non ha calpestato per anni lo stadio Filadelfia di Via Filadelfia a Torino, quella bella costruzione a guardar bene un po’ barocca, non può conoscere il Torino. Il Torino squadra di calcio nacque e prosperò in questo stadio e vi ebbe un lungo, incancellabile rapporto d’amore con la sua gente. Lo stadio Filadelfia come lo stadio di Bologna, appartiene ad una stagione del calcio più teatrale e più scopertamente ingenua; non si concepiva lo stadio per centomila, ma lo stadio per trenta mila … e si voleva il prato a contatto con la gente, la gente col respiro sul prato.

Chi tifava Toro era – ed è – del popolo, si sgrumava lavori duri, poteva essere uno scheletro o una scimmia o uno scorpione nelle sue fattezze anatomiche, ma una volta entrato in quel recinto si beatificava di tifo granata e diventava un uomo vero. La polemica con quelli della <goba>, più o meno interessatamente o stoltamente dilatata nel senso politico, nacque al Filadelfia. I primi derby al Filadelfia tra Torino e Juventus furono guerre di popolo.

Chi non ci ha abitato, e non ha calpestato per anni lo stadio Filadelfia, non conosce evidentemente Cinto Ellena che del Torino può considerarsi espressione ed anche simbolo. Non si deve esagerare, ma quest’uomo di media statura, col sorrisino civettuolo, che ebbe in gioventù tante avventure galanti, fu una quercia della squadra in tempi in cui i granata venivano pagati meno e sudavano di più anche perché erano peggio allenati.

Questo signor Cinto Ellena vide l’inaugurazione del Filadelfia, datata 1926, quando aveva dodici anni … inoltre ha diretto il Torino proprio nella stagione in cui ha giocato le ultime partite di serie A sul suo vecchio prato, cioè dal 1° gennaio 1963 alla fine di quel campionato…

Travestito da uomo del passato e della nostalgia, in realtà Ellena appartiene al Torino di Radice perché ci ha portato due cose, ad esempio, i due bomber. Ma parliamo con lui, diffusamente, cominciando da quel giorno del 1926, inaugurazione dello stadio Filadelfia…

<< Sì, sì. Lo stadio fu inaugurato nel 1926 con Torino-Alba Fortitudo di Roma: 4 a 2 (invece fu 4 a 0, il 17 ottobre 1926. Evidentemente il ricordo ha subito un trauma negativo. L’Alba non segnò alcun goal a Latella. Tre goal di Libonatti ed uno di Rossetti II, n.d.r.)…>>

– Cosa ricorda di quella partita?

<< Avevo dodici anni. Attorno allo stadio c’erano solo prati. Arrivarci fu una avventura per noi che stavamo alla Gran Madre di Dio. Prima, prendemmo il 21 che ci lasciò in piazza Carducci e poi il tram numero 11. Moltissimi vennero in bicicletta. Anche se lei penserà che lo dico per via dei meridionali, Torino nel 1926 era piccola ma più bella, era più tranquilla, più semplice e pulita in tutti i sensi …>>.

[CONTINUA]

GIACINTO ELLENA (prima parte)ultima modifica: 2009-02-18T19:03:00+00:00da libellus1
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