Archive from luglio, 2009
Lug 26, 2009 - Senza categoria    No Comments

TORO CHIAMA COPPA

E’ il titolo di un fascicolo del 1976, pubblicato in occasione dell’esordio del Toro in Coppa Campioni, seguito allo scudetto della stagione 1975/76.

Si tratta di una trentina di pagine ricche di dati statistici sia sulle precedenti partecipazioni del Torino alle Coppe europee, sia più in generale sulla storia della Coppa Campioni, partendo dal quinquennio del Real Madrid per poi passare ai successi italiani di Milan ed Inter, accennare ad altre realtà calcistiche del momento come quelle britannica e tedesca, e concludere con i fenomeni olandesi dell’Ajax di Cruyff.

Completano questa rassegna una panoramica della “rosa” granata di quella stagione (con un bel poster nella pagina centrale), e diversi articoli su alcuni dei principali protagonisti, come Pulici e Graziani.

Per curiosità, riporto un piccolo passaggio relativo alla partecipazione del Toro alla Coppa Latina del 1949, un piccolo avvenimento oramai dimenticato.

“La Coppa Latina disputata nell’estate del 1949 non era << inquadrata >> nell’organizzazione calcistica europea che muoveva appena i primi passi.

Ci piace ricordarla però per due motivi. Innanzitutto perché era la prima manifestazione ufficiale cui il Torino partecipava, ancora attonito, pochi mesi dopo Superga. E poi perché quella sfida a quattro fra le squadre campioni d’Italia, Francia, Spagna e Portogallo era, pur in embrione e territorialmente limitata a quattro paesi << amici >>, autentica << Coppa dei Campioni >> ante-litteram.

Ed il Torino, ricostruito da zero, la concluse al terzo posto…”.

Il Torino giocò contro lo Sporting Lisbona, perdendo 3-1, con la seguente formazione: Gandolfi, Bersia, Cuscela, Macchi (Giuliano), Nay, Gremese II, Frizzi, Pravisano, Marchetto, Giammarinaro, Carapellese (a rete Marchetto).

Vinse poi con il Reims per 5-3, schierando Moro, Bersia, Cuscela, Giuliano, Nay, Gremese II, Frizzi, Pravisano, Marchetto, Santos, Carapellese. In questa occasione segnarono Marchetto e – con una doppietta a testa – Pravisano e Carapellese.

Lug 22, 2009 - Senza categoria    No Comments

DALL’INTERNAZIONALE TORINO AL TORINO CALCIO. LE VICENDE SOCIETARIE (terza parte)

“Abbiamo detto che le condizioni amministrative del << Torino >> erano migliorate; ma non vorremo si creda, con ciò, che i giocatori granata vivessero con gli agi attualmente d’uso tra i giocatori di calcio! Altri tempi quelli.

I giocatori che, ripetiamo, nel limite delle loro possibilità concorrevano direttamente alle spese, viaggiavano sempre in terza classe per la semplice ragione che non vi era la quarta. In quanto ai << viveri >> si provvedeva quasi esclusivamente con le << colazioni al sacco >>, attraverso rifornimenti che ognuno si portava da casa e favoriti in ciò dal fatto che le trasferte di allora non andavano mai oltre la giornata.

Qualcuno dei vecchi soci del << Torino >> ricorda a proposito quanto ebbe ad accadere in occasione della disputa di una << Coppa Novara >> che allora, appunto in Novara, ebbe a giocarsi. Il grosso problema del viaggio tenne in agitazione il << clan >> torinese per l’intera settimana, finchè, al sabato, si decise di chiedere concorso alle biciclette. Fatto il conto, si stabilì che partendo alle prime luci dell’alba da Torino,  prima di mezzogiorno si poteva tranquillamente essere nella città di San Giusto. Il preventivo richiese però il margine di un’altra ora, quando si dovette constatare che le biciclette a disposizione per gli undici giocatori erano soltanto sette! Ciò che non bastò, però, a farli recedere dalla soluzione adottata: sette calciatori avrebbero pedalato, gli altri quattro avrebbero trovato posto sulle << canne >>. Giunti, come da pronostico, verso mezzogiorno alle porte di Novara, il gruppo fece sosta per la colazione: condotta allegramente con pane e salame, e con l’aggiunta dell’immancabile, sostanzioso bicchiere di barbera. Ciononostante i torinesi, scesi in campo nel pomeriggio per due partite quasi consecutive, potevano rientrare in Torino a mezzanotte inoltrata in possesso della << Coppa >> in palio.

Siccome però era costata tanta fatica, i giocatori vollero quella volta rifarsi: e venduta il giorno dopo la Coppa, utilizzarono il ricavato per un luculliano banchetto (si pensi, al proposito, che dalla vendita erano state ricavate 53 lire, benché il valore intrinseco del trofeo fosse maggiore di molto)”.

Lug 20, 2009 - Senza categoria    3 Comments

SUPERGA. LA DOMENICA DEL CORRIERE

Uno degli oggetti più ricercati dai collezionisti di cose del Toro, e di sicuro tra i più affascinanti, è il numero de “La Domenica del Corriere” pubblicato il 15 maggio 1949, che in copertina, con un suggestivo disegno di Walter Molino commemorava la sciagura aerea di Superga [editoria – 76].

In giro se ne trovano pochi; quei pochi non sempre in buone condizioni ma comunque spesso a prezzi eccessivi.

Walter Molino, insieme ad Achille Beltrame, è stato uno dei più importanti illustratori italiani, ed ha legato alla “Domenica del Corriere” buona parte della sua notorietà. Nato nel 1915 e morto nel 1997, ha iniziato la carriera come disegnatore di fumetti; nel 1941 ha poi sostituito Achille Beltrame come illustratore della Domenica del Corriere, proseguendo questo incarico per trent’anni. Nel frattempo ha collaborato anche con altri giornali, come il Corriere dei Piccoli, Il romanzo mensile e Grand Hotel.

La copertina in esame raffigura lo scontro dell’aereo contro il muraglione della basilica, e reca la didascalia: “Il tragico urto contro un muro della Basilica a Superga, dell’aeroplano che riportava in Patria i calciatori del Torino e i loro accompagnatori (Disegno di W. Molino)”.

All’interno invece, a pagina 3, sono riprodotte (con relative didascalie) non solo tutte le foto dei giocatori e dei tecnici, ma anche quelle degli accompagnatori e dei giornalisti periti nella sciagura; per questi ultimi sono testimonianze preziose, visto che – a differenza degli atleti – non è facile reperire su costoro immagini d’epoca.

Lug 17, 2009 - Senza categoria    No Comments

DALL’INTERNAZIONALE TORINO AL TORINO CALCIO. LE VICENDE SOCIETARIE (seconda parte)

Proseguiamo con il nostro racconto:

“Proprio dal << F.C. Torinese >> doveva in seguito balzar fuori il << Torino F.C. >>, oggi mutatosi in << Associazione Calcio Torino >>.

Il mutamento non portò però il sodalizio a far di più per il campionato 1903…

Ci sono in una società di calcio, molto più di quanto il tifoso possa sospettare. Dei frequenti periodi di crisi o, quanto meno, di << sorte nera >>. La prima di queste colpì il << Torino >> fra il 1904 e il 1905, e fu determinata da una serie di circostanze non ultima delle quali, quella fornita dal crescere e sempre più potenziarsi di un’altra società torinese che doveva poi avere tanta parte nella storia del nostro calcio: diciamo della << Juventus >>. Questa, al confronto del << F.C. Torinese >> disponeva di mezzi finanziari ben più elevati e ciò contribuiva a tener alto il morale dei giocatori in bianco-nero che, pertanto, non tardarono a mostrare una costante superiorità nei confronti cittadini…

Questo sistematico cedere di fronte alla << Juventus >> portò dunque una nota di disagio tra i soci ed i giocatori del << F.C. Torinese >> qualcuno dei quali, al fine di trarre maggiori soddisfazioni, non tardò a cambiare addirittura bandiera.

Arriviamo così al 1905, annata in cui l’attività del << F.C. Torinese >> fu ben poca cosa tanto ch’esso rinunciò alla disputa dello stesso campionato già dopo averne inviata l’iscrizione…

La crisi continuò forse ancor più approfondita nel 1906 … e dalla situazione ormai compromessa della società si aveva infine un mutamento di dirigenti e di giocatori che portava alla nuova denominazione sociale: << F.C. Torino >>.

Rivestiti i giocatori con la classica maglia granata ancor oggi di moda, i nuovi difensori del sodalizio non tardarono a farsi valere. Nei loro ranghi si facevano presto luce elementi giudicati tra i migliori dell’epoca, fra cui meritano particolare menzione l’ala destra Debernardi ed il mediano sinistro Capello che, poco più tardi, dovevano far parte della nostra prima << nazionale >>.

[CONTINUA]

Lug 12, 2009 - Senza categoria    No Comments

DALL’INTERNAZIONALE TORINO AL TORINO CALCIO. LE VICENDE SOCIETARIE (prima parte)

Nella pubblicazione “A.C. Torino, storia della Squadra dalle origini ai giorni nostri [editoria – 75]”, vengono ricostruite le vicende societarie che portarono alla fusione dell’Internazionale Torino con l’F.C. Torinese, con una ricostruzione dei fatti davvero preziosa, considerate le scarse fonti dell’epoca.  

Leggendo queste poche paginette è possibile rendersi conto di come il calcio pionieristico muovesse i suoi primi passi muovendo da economiche e sociali ben diverse da quelle attuali.

“Staccatosi dal sodalizio – perché assorbito da altri impegni di ben più consistenza – qualcuno dei fondatori che maggiormente gli avevano dato decoro, l’<< Internazionale >> veniva a trovarsi in poco allegre condizioni finanziarie. Allora, come si sa, erano tempi speciali in cui i calciatori, lungi dal ricevere dalle proprie società un qualsiasi compenso, collaboravano invece – il più delle volte – alle spese stesse. Ognuno, pertanto, doveva provvedere alle proprie scarpe da calcio, persino alla fabbricazione della maglia sociale mediante la collaborazione di qualche donna di casa. Se tutto era filato liscio fin quando in squadra era chi poteva, al caso, sborsar da coprire le spese di qualche socio meno fornito, ore le cose si presentavano in altro modo: se n’erano andati i nobili, ed il loro posto era stato preso da giovani studenti e da altrettanto giovani operai, gli uni e gli altri ricchi di passione ma piuttosto poveri di quattrini.

Il fenomeno di tale mutamento non era d’altra parte ristretto alla sola << Internazionale >> ; ma trovandosi nelle identiche condizioni il << F.C. Torinese >>, le due società decisero di unire le magre risorse per raggiungere, con minori spese, un gruzzolo più concreto. Infatti, a conti compiuti ed a casse cameratescamente unite, si arrivò alla elevata cifra di…35 lire e 75 centesimi! Ce n’era davvero tanto da chiedere se tutta Torino fosse da vendere.

Dal momento però che il << F.C. Torinese >> aveva contribuito in misura ben maggiore che l’<< Internazionale >> a formare la grossa somma (25,50 aveva portato!) esso reclamò il diritto di mantenere il suo nome per la società novella. Si ebbero discussioni su discussioni, si videro non pochi soci dell’<< Internazionale >> abbandonare indignati l’aula dell’adunanza (ch’era, poi, la fumosa saletta d’un caffè del centro, dove i convenuti – per quanto non numerosissimi – si muovevano a fatica, ma infine quelli del << F.C. Torinese >> la spuntarono”,

[CONTINUA]

Lug 9, 2009 - Senza categoria    1 Comment

I GIUDICI DI PORTA

Da anni oramai tutte le domeniche i nostri commentatori di cose calcistiche, ex calciatori, ex arbitri, giornalisti, personaggi improponibili prestati al calcio, presentatori improvvisati e non, sulle reti nazionali e private ci fanno sorbire la solita litania logorroica di discussioni su moviole e movioloni, giudici di campo, di linea, di porta, per concludere poi con la scontatissima osservazione sull’applicabilità della tecnologia al calcio, o quantomeno sulla necessità di trovare soluzioni più o meno empiriche alle cosiddette “sviste arbitrali”.

Un florilegio di banalità urlate si abbatte ogni sera sulle nostre teste, rendendo insopportabile persino lo sport più amato ed inducendoci a cambiare la poltrona con il letto: così si spegne la luce e buonanotte.

Quello che nessuno dice, non so se per ignoranza o altro, è che certe “novità” regolamentari, così come certe polemiche, sono più vecchie di quanto non si pensi. Su “A.C. Torino, storia della Squadra dalle origini ai giorni nostri [editoria – 75]”, ho trovato un passo interessante da trascrivere. Riguarda il campionato 1898, vinto dal Genoa, e quello successivo.

“Per tutta la seguente annata sportiva il << F.C. Internazionale >> lavorò a migliorarsi e ad affinarsi, onde poter togliere all’ormai << classica rivale genovese >> l’ambito trofeo. E fece dei progressi: peccato che i genovesi dal canto loro non restarono con le mani in mano e l’anno dopo la vittoria era ancora dei futuri rosso-blu che avevano questa volta ragione dei torinesi per 2 a 0. E’ però da mettere in rilievo come in quel giorno i torinesi non si ebbero a dichiarare gran che soddisfatti dell’operato dei << giudici di porta >>.

Giudici di porta. Chi erano costoro? Anziché di due collaboratori l’arbitro aveva, allora, quattro uomini ai suoi ordini: due chiamati giudici di linea, con le stesse funzioni dei guardialinee normali; altri due che, invece, armati di una sedia si ponevano nelle dirette vicinanze delle due porte, col compito specifico di rilevare se il pallone, nelle azioni da rete, oltrepassava interamente o meno la fatale linea. Un compito ben poco faticoso, se si pensa alle poche volte che nel corso di una partita si possono avere contestazioni del genere. Pure, quel giorno del secondo campionato italiano, per ben due volte ci furono discussioni al riguardo. E, stando a questo se ne è potuto sapere, in tutt’e due i casi ad uscirne scornato doveva essere l’<< Internazionale >>, danneggiata da una rete concessa ai genovesi quando il pallone era rimasto in bilico, né dentro né fuori, sulla linea della porta; e da un’altra non accordata ai torinesi quando, effettuando la parata, il portiere genovese Spensley aveva << girato >> la palla nell’interno della porta”.

A parte la solita “sfortuna” del Toro, che persino sotto altro nome non riesce mai a coltivare buoni rapporti con la classe arbitrale, merita constatare che anche quando parliamo di calcio e delle sue regole, noi italici abbiamo la memoria corta.

Lug 8, 2009 - Senza categoria    No Comments

A.C. TORINO

Nei giorni scorsi ho acquisito un fascicoletto di sole sedici pagine che costituisce una delle prime pubblicazioni sulla storia del Torino [editoria – 75]. E’ stato pubblicato intorno al 1941 dalla Casa Editrice Juventus di Milano, e si intitola “A.C. Torino, Storia della Squadra dalle origini ai giorni nostri”.

Si tratta di un lavoro prezioso per il collezionista, in quanto ricostruisce i primi passi del Toro sia dal punto di vista del gioco vero e proprio, sia sotto l’aspetto propriamente societario. Inoltre quasi tutte le pagine sono corredate da molte e rare foto d’epoca.

Fatto singolare, a riprova della diretta discendenza del Toro dalle società più antiche d’Italia, è che l’autore indica come anno di nascita della compagine granata non il 1906, ma addirittura il 1894, data di fondazione dell’F.C. Torinese, identificando in pratica le due società nello stesso soggetto. Dalla lettura anzi emerge come la questione sull’identità della squadra più antica d’Italia, oramai priva di interesse per la maggior parte dei tifosi, fosse all’epoca piuttosto sentita.

“…Perché questo preambolo?

Per portarvi dritto dritto al discorso sullo sport del calcio e farvi presente quello che è un << chiodo fisso >> dei tifosi torinesi ed in particolar modo di quelli granata. E’ noto che in Italia si usa ufficialmente riconoscere col titolo di più antica società calcistica italiana, quella del << Genova >>…

I torinesi, sostengono che tale titolo spetta al loro << Torino >> che, almeno nelle origini, dovrebbe essere nato lo stesso giorno in cui per la prima volta si diede in Italia un calcio alla sfera di cuoio…

Fu giusto nel marzo del 1887 che il torinese Edoardo Bosio, reduce da Londra dove si era recato nella sua qualità di rappresentante d’una ditta inglese in Italia, portò seco un pallone di calcio. E attorno ad esso radunò gli impiegati dei suoi uffici spiegando loro, per quello che se ne ricordava, i punti essenziali del regolamento di gioco.

Su un campo qualsiasi, con scarpe da passeggio e calzoni normali, avendo solo cura di togliersi giacca e cappello, quel primo gruppo di pionieri tirò in tal modo i primi calci. Ed il << Torino >>, come già vi abbiano accennato, assicura di essere nato proprio con essi…

Giusto due anni dopo, pertanto, il calcio aveva già compiuto tanto cammino che, sempre in Torino, si fondava una seconda squadra detta << dei nobili >> in quanto aveva tra i suoi soci S.A.R. il Duca degli Abruzzi pronto nel dare il suo appoggio ad ogni virile iniziativa), il marchese Ferrero di Ventimiglia, Nasi, ed altri notevoli personaggi….

Nel 1890, infine, i due gruppi torinesi si fondevano dando vita ad un’unica società che aveva per nome << Internazionale F.C. >>; nel 1894, sorgeva un’altra << Società torinese >> anch’essa dedicata al calcio, e presieduta dal Duca degli Abruzzi, che a quanto sembra null’altro era che una filiazione dell’<< Internazionale >>.

Da altre fusioni, che non staremo a seguire nel loro svolgimento, nacque poi l’attuale << Torino >> la cui data di nascita è appunto ufficialmente riconosciuta al 1894.

– 1894! E sta bene…- dicono i << granata >> – Ma siccome ci si vuol riconoscere solo dal 1894 perché in tale anno era nata la << Società torinese >>, e dato che questa società venne riconosciuta come filiale della stessa << Internazionale >>, sorta a sua volta dalla fusione tra la << Società dei nobili >> e quella di Edoardo Bosio, ecco che proprio dai primissimi calci di Edoardo Bosio ha avuto origine il nostro sodalizio. La cui anzianità risale quindi al 1887, con ben sette anni di anticipo sulla squadra genovese…”.

Lug 4, 2009 - Senza categoria    No Comments

Novità

Oggi ho inserito alcune carte telefoniche internazionali raffiguranti squadra e singoli giocatori del Toro, emesse alla fine degli anni ’90 [Miscellanea – da 27 a 36].