Giu 1, 2010 - Senza categoria    No Comments

IL TORO IN AMERICA (seconda parte)

Prosegue il racconto di Pozzo:

Si torna a bordo, si passa, nella nebbia, lo stretto di Gibilterra, ed appena fuori nell’Atlantico, il Capitano appenderà in sala un comunicato. Tutti a leggere, col naso all’insù: la Austria ha dichiarato la guerra alla Serbia. Ci siamo. Non siamo più padroni di allontanarci un momento dall’Europa, senza che quella brava gente perda la testa e ne combini qualcuna di grosse. Passerà, pensiamo noi concordi: quando s’accorgeranno che, picchiando, fa male a chi le prende, la finiranno subito. A bordo si sta bene. Si mangia ottimamente, e ci si allena in coperta, col solo inconveniente che, saltando colla corda, le lampadine di sotto al soffitto si staccano e cadono sulla testa dei pacifici passeggeri. Il mare è buono e tranquillo. Ed ogni giorno che passa, c’è una nuova dichiarazione di guerra: Russia – Austria, Germania – Russia, Francia – Germania, Germania – Inghilterra, secondo il calcolo delle combinazioni. Passerà, si ripensa noi, roba di pochi giorni: stattene solo quieta tu, Italia nostra. Quando si arriva a Santos, la zuffa è generale in Europa.

In Brasile prendiamo a giocare, dopo un congruo riposo sulla Spiaggia del Guarujà. Il 9 agosto battiamo lo << Sport club Germania >> per 5-1. Tutte le partite hanno luogo al Parque Autartica, dove gioca il Palestra Italia, che dovrà poi trasformarsi nell’attuale Palmeiras.

Trent’anni dopo, ne abbiamo ritrovato in piedi ancora un pezzo di tale campo: in una visita fatta in occasione del Campionato del mondo. Il giorno quindici, battiamo lo << Sport Club Corinthias >> (che esiste tuttora), capolista del campionato paulista e, ventiquattro ore più tardi, costringiamo alla resa anche il << combinado >> – lo << scratch >> come lo chiamano laggiù – della << Liga Paulista >> per 7 a 1. La squadra nostra gioca forte, unita, concorde, piena di volontà, E l’umile sottoscritto fa da segretario, da direttore tecnico, da allenatore, da massaggiatore: da tutto.

Sarebbe finito, come programma. E’ la guerra, che, malgrado le nostre ottimistiche previsioni, non è ancora finita. Dura già da venti giorni circa. Sarà questione di giorni, pensiamo: e nel frattempo conviene tirare avanti giocando. Si ripete l’incontro colla Squadra Campione, il Corinthias, e per la seconda volta si vinse: 2 a 1, il 22 agosto. Ed il giorno dopo si chiude battendo lo Sport Club Luzitano per 3 a 0. Sei partite, sei vittorie. Non c’è male.

C’è quella benedetta guerra che, dopo più di tre settimane, non accenna ancora a finire. Allora, salta fuori una mia sorella che, sposata con un piemontese, è diventata padrona di una bella fazenda, nell’interno dello Stato di San Paolo a Santa Veridiana, e ci invita, in attesa che in Europa si rinsavisca. Ci invita; e se sapeva non lo faceva. Perché le ammazziamo due cavalli. E non è tutto. In una cavalcata attraverso alla foresta, che rimase epica per noi e che ci vide tornare tutti nello scoraggiato atteggiamento di Napoleone dopo Waterloo, col cavallo tirato per le briglie che ci seguiva, successe che si guastarono i … connotati a parecchi. Colpa: quelle maledette selle da << gaucho >>. Limavano di dietro come una molla a smeriglio. Bachmann fu ridotto in stato pietoso…Sicuro, anche il farmacista mi toccò di fare, corvo sul…dorso del nostro capitano che gridava << pian! >> con tutti i rimanenti giocatori attorno, che guardavano con aria compunta! Hanno del solenne, certe funzioni!

E la guerra, dopo un mese, non finiva ancora. E tornare a casa non si poteva, perché i servizi erano sospesi, ed anche in mare si cominciava a combattere. Allora, sul più buono, saltò fuori una proposta di andare a giocare in Argentina. Era Dio che la mandava. Accettato. Alle stesse condizioni di prima: che loro pagassero solo tutto, e noi si giocava. Senza profitto. Nutrirci solo dovevano, ché tanto la guerra ormai non poteva più durare – si diceva – a lungo e poi si sarebbe tornati a cada tutti. Come resistenza al professionismo vero e proprio, si rasentava l’eroismo!”.

VITTORIO POZZO

IL TORO IN AMERICA (seconda parte)ultima modifica: 2010-06-01T13:22:31+00:00da libellus1
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