Set 11, 2010 - Senza categoria    No Comments

LO “STILE” DEL GRANDE TORINO (prima parte)

“Sotto il segno del Toro” è, a mio parere, uno dei più affascinanti libri sulla storia del Torino [editoria I – 1]. Sicuramente a ciò contribuisce il disco allegato che, forse sottovalutato da qualche collezionista, è una “chicca” di livello assoluto.

Tuttavia, anche il contenuto cartaceo, con le belle foto ed i commenti di Sandro Ciotti, è di primissimo ordine. A metà del libro l’autore passa in rapida rivista la formazione tipo del Grande Torino, delineando in modo rapido le caratteristiche tecniche e caratteriali dei diversi giocatori. Sulle qualità dei nostri si sono spesi in passato – come si suol dire – fiumi d’inchiostro, ma i giudizi di una grande firma del nostro giornalismo meritano comunque un momento d’attenzione.

Cominciamo quindi dal portiere e dai difensori.

STILE DI VALERIO BACIGALUPO. Fisico asciutto e di eccezionale tono atletico, rilevantissime capacità acrobatiche, ottimo senso del piazzamento: il portiere del Grande Torino fu del tutto all’altezza dei giocatori di linea che sono entrati con lui nella leggenda.

STILE DI ALDO BALLARIN. Implacabile oppositore dell’ala avversaria, possente e preciso nella battuta, autorevole nel giuoco aereo e puntuale nel disimpegno Ballarin era soccorso dal temperamento del combattente di razza. Fra i giocatori in attività il solo Burgnich ne adombra le caratteristiche.

STILE DI VIRGILIO MAROSO. Raramente la parola << stile >> è stata spesa in modo più pertinente. Maroso aveva fatto di un ruolo tradizionalmente arcigno e dalle crude esigenze come quello di terzino…un fatto d’arte. La coordinazione e la morbidezza dei movimenti erano quelli del palleggiatore di razza, la falcata si imponeva per l’eleganza e la potenza insieme, la battuta lunga e soffice, è rimasta tipica. Un difensore decisamente all’altezza del miglior De Vecchi e del miglior Rosetta e validissimo, come se non bastasse, anche come attaccante aggiunto (in qualche occasione in cui il Grande Torino decideva di << divertirsi >> Maroso agiva da interno e Mazzola da terzino: gli avversari non ne trassero mai motivo di sollievo…).

STILE DI GIUSEPPE GREZAR. Passato senza impacci dalle abitudini metodiste alle esigenze del << sistema >> (aiutato dalle origini di interno) Grezar aveva il dono tipico degli uomini di classe, di rendere semplici le cose difficili. Bastava un suo intervento in una situazione di giuoco arruffata perché l’azione ritrovasse di colpo limpidezza e rigore. Valido anche nelle conclusioni da lunga e media distanza fu tra i più convincenti esemplificatori del giuoco << raziocinante >> del Torino di cui garantiva costantemente l’impeccabile geometria.

STILE DI MARIO RIGAMONTI. Fisico proporzionatissimo, raccolto e possente è stato il primo stopper sistemista di statura internazionale che abbia avuto il nostro calcio. Dotato di una elevazione notevolissima speculava tanto sul temperamento spigoloso quanto sulle eccezionali risorse acrobatiche per stroncare sin dai primi interventi ogni velleità del centravanti avversario”.

[CONTINUA]

LO “STILE” DEL GRANDE TORINO (prima parte)ultima modifica: 2010-09-11T11:25:58+00:00da libellus1
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