Nov 8, 2010 - Senza categoria    No Comments

EDUARDO RICAGNI

Sempre dal libro “Un bòcia tra le stelle” [editoria II – 35] si traggono ritratti molto belli dei protagonisti granata del campionato ’56-‘57, calciatori che – fatto abbastanza singolare – mi pare siano tra i meno ricordati dai tifosi, nonostante avessero qualità tecniche e caratteriali assolutamente degne di nota.

Eduardo Ricagni … era un autentico fuoriclasse argentino. Il suo passo, la sua eleganza, il modo di trattare la palla, la visione di gioco erano le caratteristiche di un giocatore dal talento innato che contrastavano un po’ con il suo fisico tarchiatello e sin troppo muscoloso…

Figlio di genitori italiani, prima di raggiungere la terra dei suoi avi, si era affermato, da mezz’ala, in svariate squadre sudamericane tra le quali figuravano anche il Boca Juniors e l’Huracan. Da quest’ultimo club, nel 1953 e in età matura (27 anni), era arrivato, infine, alla Juventus. In bianconero aveva giocato un anno, senza troppo legare con l’ambiente e, soprattutto, con i compagni che spesso lo avevano accusato di non sacrificarsi molto per la squadra. Le sue doti tecniche e da goleador, tuttavia, gli avevano permesso di conquistare ben presto la maglia azzurra in qualità di oriundo (tre presenze e due reti all’attivo) e di avere la successiva chiamata dal Milan. E con i rossoneri, circondato da compagni di medesima e cristallina classe, il Petisso (così era stato soprannominato) aveva dato veramente il meglio di sé: memorabili i duetti con Schiaffino, i lanci illuminanti per Nordhal, le sue geometrie di gioco in coppia con Liedholm. Nel Milan aveva trovato il ritmo e la mentalità giusta per emergere. Solo qualche malanno fisico aveva limitato il suo talento…

Due le stagioni disputate con il Milan e poi, un po’ a sorpresa, l’arrivo al Toro in prestito. I rossoneri, avendo evidenziato nella passata stagione un gioco un po’ troppo lento e compassato, avevano bisogno di una nuova linfa che solo l’inserimento di alcuni giovani poteva assicurare; da qui l’inevitabile, seppur amaro, suo allontanamento del quale il Toro aveva saputo approfittare con notevole destrezza”.

EDUARDO RICAGNIultima modifica: 2010-11-08T12:06:00+00:00da libellus1
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