Dic 4, 2010 - Senza categoria    No Comments

CARLO CRIPPA

La raccolta a fascicoli “Toro, il mito e i campioni”, riserva sempre ritratti interessanti di campioni del passato. Questa volta tocca a Carlo Crippa, centrocampista degli anni ’60 [editoria I – 52].

Sono ancora in molti i tifosi torinisti che ricordano quel gol vincente, segnato in un derby, ma il nome di Carletto Crippa, papà di Massimo, diventato un cuore Toro come lo era lui, non è soltanto legato a quell’exploit contro la Juventus. In maglia granata, Crippa senior disputò ben 190 partite, 165 in campionato (127 in A e 38 in B) 27 gol, 23 in Coppa Italia, 7 gol, e due in Coppa delle Coppe. Certo, aver deciso quel der y allo Stadio Comunale, aumentò la sua popolarità e la riconoscenza del popolo granata. Fu Un diagonale, più simile a un cross che a un tiro, sparato dalla distanza, a sorprendere Mattrel, portiere bianconero, infilandosi sotto la traversa. Poiché la Juventus aveva letteralmente dominato e il giovane portiere Vieri era stato il migliore in campo, quello strano gol di Crippa ebbe ancora più valore. Era il 3 marzo ’63. Crippa aveva compiuto da un mese 24 anni.

Mancino, statura media, gambe un po’ arcuate, quando era al top della condizione Crippa diventava imprendibile, specie al vecchio Filadelfia, il campo che esaltava la sua carica. Sospinto dal pubblico, s’ingobbiva e scattava lungo l’out. Però, non sempre le sue serpentine avevano successo in zona-tiro dove arrivava poco lucido per il suo dispendioso modo di giovare, trascinando il pallone sin sulla linea di fondo. Milanese, era approdato giovanissimo al Toro. Nei << Federati >> giocava insieme con Ferrini e Vieri con i quali divenne poi una colonna della prima squadra. Un prodotto doc del Filadelfia, dunque. Uno degli allievi di Ussello. Ala sinistra, correva, velocissimo, palla al piede, guardandosi la punta delle scarpe, ma i suoi cross dal fondo erano precisi e puntuali per i compagni. Con l’avvento di Nereo Rocco, nel ’63, Crippa ebbe difficoltà a trovare posto in un attacco che comprendeva Hitchens, Peirò e Ferrini. In quel torneo, Rocco privilegiava uno schema che non prevedeva ali pure. E Carletto collezionò una quindicina di presenze, e un solo gol all’attivo. La sua stella, nel cielo torinese, si offuscò e nella stagione ’64-65 le apparizioni furono appena 4 (con 1 gol). Il Paron che alle ali aveva un fantasista del calibro di Gigi Meroni e un tornante classico come Simoni, lo congedò.

Massimo, suo figlio, ricorda che il padre amava soprattutto il dribbling: << sono nato a Seregno, nel maggio del ’65. Poco tempo dopo, papà venne trasferito al Palermo dove rimase per cinque anni. Sono cresciuto in Sicilia. Papà mi portava qualche volta agli allenamenti e lo guardavo, con gli occhi di bambino. Rimasi folgorato dai suoi tiri, micidiali. Per me è difficile dare una valutazione sul calciatore Carlo Crippa. Quando ero più grande e potevo capire, lui non giocava più. Restano i filmati, resta quel gol nel derby. Ne ho segnato uno anch’io alla Juve, in granata >>. Buon sangue non mente”.

Bruno Bernardi.

CARLO CRIPPAultima modifica: 2010-12-04T10:14:00+00:00da libellus1
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