Dic 10, 2010 - Senza categoria    No Comments

GIUOCHI GINNASTICI

Oramai siamo tutti “intossicati” di calcio, uno sport ci viene propinato tutti i giorni a tutte le ore, nei modi più svariati. Spesso – anche in modo retorico – si ricordano gli anni lontani di “Novantesimo minuto” o delle partite ascoltate per radio; l’esercizio di memoria è comunque solo una breve parentesi romantica, stritolata tra servizi giornalistici e dirette sportive.

Ma che cos’era il calcio, non solo negli anni ‘60, ma addirittura ad inizio ‘900 o ancora prima? Per chi voglia indagare le origini del football, è consigliabile il libro di Antonio Ghirelli intitolato “Storia del calcio in Italia”, facilmente reperibile su internet o nei mercatini, un testo praticamente irrinunciabile pubblicato da Einaudi (prima edizione nel 1967).

In questa occasione però è più suggestivo trascrivere un breve passo di un libretto acquisito da pochi giorni, intitolato “Giuochi ginnastici”, scritto da Francesco Gabrielli per la collana “Manuali Hoepli”, e pubblicato nel 1895 [calcio story – 16]. Tanto per fare mente locale, ricordo che Edoardo Bosio fonda la prima società italiana di calcio (il Torino football and cricket club) nel 1887, mentre il primo campionato ufficiale verrà disputato ben tre anni dopo, nel 1898 a Torino.

Siamo davvero agli albori del calcio nostrano, ancora classificabile come moda poco diffusa, e sicuramente non come quel fenomeno di costume che riuscirà – entro pochi anni – a coinvolgere milioni di appassionati.

Di conseguenza, il breve capitolo in esame può essere considerato come uno dei primi “trattati” italici (meglio sarebbe definirlo “descrizione”) sul football moderno, inteso cioè non tanto come “sferomachia” o gioco della palla, ma come “calcio” nel senso attuale del termine.

Per le ricerche fatte da molti studiosi delle opere di Marziale, Polluce, Galeno, Ateneo, Eustazio e del Mercuriali, s’è riconosciuto che i giuochi antichi dei Greci e dei Romani, detti Episciro, Fennida e Arpasto, avevano molta somiglianza col giuoco italiano del Calcio, e si crede che questo abbia avuto origine da quelli. Parecchi pensano che i Romani nelle terre dove estereso il loro dominio, lasciassero, con le altre usanze, anche quelle dei loro giuochi, e che dall’Arpasto derivasse il Calcio. In tal modo si spiega perché questo giuoco potesse essere praticato in Inghilterra fino dall’anno 1349, e in Francia fino del 1387.

In Italia questo giuoco fu in gran voga specialmente al tempo dei Medici, come divertimento annuale e carnevalesco della città di Firenze, dalla quale prese l’appellativo di fiorentino (Florentinum Harpastum), e spettacolo solenne della nobiltà toscana nelle ricorrenze di feste principesche.

Dal discorso citato del Bardi si può apprender, meglio che dallo Scaino, come si faceva a quei tempi il Calcio, e quanta sia la differenza che passa fra il giuoco d’allora e quello moderno che gli corrisponde. Allora gli elementi principali del Calcio erano la corsa, la lotta e le pugna; ora gli è esclusivamente un giuoco di corsa: allora era un esercizio sopratutto spettacoloso, ora è un esercizio eminentemente igienico.

In principio del secolo XVIII esso scomparve dalle abitudini popolari italiane, ed ora ritorna in uso modificato razionalmente dagli Inglesi. Anche in Inghilterra da qualche secolo il Calcio (Football) non era più praticato, e solamente una trentina d’anni fa ricomparve fra gli studenti; i quali, per adattarlo alla scuola, gli apportarono via via delle modificazioni, alcune però secondo un certo punto di vista, altre secondo un altro, di modo che ne risultarono due firme di giuoco differenti.

Una, dal nome della città sede della scuola in cui venne regolato, si chiamò Football Rugby, e l’altra, dalla società costituitasi per diffonderlo, Football Association.

Il Football Rugby ha più somiglianza col Calcio antico, il Football Association è molto diverso. Nel primo si manda a vanti la palla (ovale) coi piedi e si può portarla anche con le mani dentro la porta nemica; nel secondo la palla (rotonda) non viene mai toccata con le mani. In quello l’azione del portare la palla è impedita dagli avversari, ed è cagione di mischie e di zuffe, spesso funeste ai giocatori; in questo è proibito di toccare gli avversari. Perciò il Rugby non viene compreso in questa raccolta: si accoglie invece il Calcio secondo il metodo dell’Association, dandogli il posto d’onore fra i giuochi scolastici, perché, per i suoi effetti igienici e per il grande numero di giocatori che vi possono partecipare, è senza dubbio il più importante di tutti, e merita davvero le migliori cure da parte dei preposti all’educazione fisica della gioventù”.

GIUOCHI GINNASTICIultima modifica: 2010-12-10T08:22:00+00:00da libellus1
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento