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Mag 18, 2010 - Senza categoria    No Comments

Araldica


Mag 15, 2010 - Senza categoria    No Comments

I SOLITI IGNOTI (VI)

Bersia Piero, difensore [figurine VII-6], giocò nel Toro subito dopo la tragedia di Superga, collezionando 40 presenze in cinque stagioni dal 1949 al 1953.

Pinotti Giannicola, portiere [figurine VII-42], deceduto da poche settimane all’età di 63 anni, disputò in granata la stagione 1969-70, annoverando 14 presenze. Giocò anche a Piacenza, Foggia, Salerno e Pescara.

Crivelli Sandro, centrocampista [figurine II-14], pur non essendo particolarmente conosciuto, giocò nel Toro per ben sei campionati dal 1967 al 1973. Nonostante la lunga militanza non ha mai segnato reti in granata.

Marchi Tony, centrocampista [figurine III-35], vestì la casacca granata solo nel campionato 1958-59, con 29 presenze e 4 reti. Cresciuto nelle fila del Tottenham, dopo l’esperienza italiana e torinese tornò in Inghilterra, dove – nuovamente nel Tottenham -vinse la Coppa delle Fiere nella stagione 1962-63.

Mag 3, 2010 - Senza categoria    No Comments

STORIA DEL CALCIO MARZOTTO

E’ una pubblicazione di sole quattordici pagine, facente parte della collana “La piccola enciclopedia Marzotto”, e risale al 1950 [calcio story – 6; pagine illustrate – 18].

Vi è narrata per sommi capi la storia del football, dalle origini (passando per il calcio fiorentino) sino alla metà del secolo scorso.

Le pagine sono corredate da alcuni bei disegni esemplificativi, e tra i calciatori più celebrati sono menzionati Baloncieri, Libonatti e la formazione del Grande Torino.

Apr 28, 2010 - Senza categoria    No Comments

Novità

Nei giorni scorsi ho acquisito diverse interessanti cartoline, che ho inserito nel blog [cartoline II – 35-43].

Tra queste segnalo una bella veduta dell’ingresso dell’hotel Fiorina, risalente agli anni venti, ed una veduta del cinema Superga di Ostia. Quest’ultima mi ha ovviamente incuriosito per il nome. Questo cinema fu costruito vicino al lungomare di Ostia nell’immediato dopoguerra, ed abbattuto da qualche anno per far posto ad un supermercato. Gli è stato addirittura dedicato un sito internet per appassionati di cinematografia. Non sono riuscito a sapere se tale intitolazione contenga un qualche riferimento al Toro, ma la circostanza lo farebbe pensare. Se qualcuno fosse a conoscenza di riferimenti diretti è pregato di farmelo sapere.

Altra bella cartolina è la n. 43, che ritrae Mazzola in visita alla Città dei ragazzi di Torino, un’Opera della Diocesi torinese molto conosciuta, fondata nel 1946. E’ ovviamente molto originale, in quanto raffigura il Capitano in un avvenimento lontano dai campi di gioco, e non ne ho viste altre in circolazione.

 

Apr 21, 2010 - Senza categoria    No Comments

ROMANO FOGLI

Tra i mediani granata più conosciuti dalle vecchie generazioni è da annoverare Romano Fogli, grande talento ceduto purtroppo per sanare le casse sociali. Toccò poi l’apice della carriera con il Bologna, con il quale vinse uno scudetto, e con il Milan, con cui si aggiudicò una Coppa dei Campioni ed una Coppa Intercontinentale. Il fascicolo numero 13 di “Toro, il mito e i campioni”, ce ne lascia un bel ritratto [editoria I – 53].

Un grissino in mezzo al campo ma con rara capacità di far sentire la propria importanza nella costruzione del gioco. Ecco cos’era Romano Fogli, neppure 70 chili di peso distribuiti su una statura di 1,72, un cervello calcistico di levatura e due piedi capaci di spedire il pallone a destinazione con incredibile precisione.

Dieci anni dopo Superga. Il Toro, a parte il ko affettivo, non si è ancora ripreso dal travaglio economico e tecnico in cui la sciagura del 4 maggio l’aveva fatto piombare. In pratica, i dirigenti hanno appena il tempo di mettere gli occhi su quel ragazzino esile e dai polmoni inesauribili, dedicargli le attenzioni che si merita e buttarlo in prima squadra che già si delinea l’opportunità di venderlo. Le casse sociali non sono floride e per salvare il bilancio non si può fare a meno di cedere alle ripetute offerte del Bologna.

Al Toro, Romano Fogli era giunto da Santa Maria a Monte, due passi da Pisa, su segnalazione di un osservatore che l’aveva visto all’oratorio. Il contratto su siglato in un attimo. Costo due milioni, uno da corrispondere subito, l’altro alla fine del campionato.

Aveva 18 anni e alla fine del torneo Frossi decise di lanciarlo contro la Samp, battuta per 2-1. Un simbolo anche il giocatore che a Romano toccò di sostituire, Enzo Bearzot. La domenica successiva il bis, contro il Novara. Due sole partite, ma già gli intenditori si stavano rendendo conto che la serie A si stava arricchendo di un gioiellino.

Annata strana quella successiva. Partenza disastrosa, il Torino è una specie di armata Brancaleone, infila una batosta dopo l’altra. Alla fine del girone di andata è ultimo, mentre continua il carosello degli allenatori: Baldi, poi Ussello quindi Marjanovic. I tifosi sono distrutti ma attorno a Fogli, un perno fisso attorno al quale ruota il centrocampo, la squadra ritrova personalità. Infila punti su punti, non perde più, e alla fine è quinta, il miglior piazzamento da quando se ne sono andati Mazzola e compagni.

Il cartellino di Fogli ha già preso la via di Bologna ma il presidente Rubatto ottiene che il ragazzino resti in prestito ancora un anno. Il gran finale di campionato ha riacceso l’entusiasmo dei tifosi che debbono ben presto ricredersi. L’avvio del torneo 1957-58 è una sofferenza, il primo gol (inutile) che la squadra riesce a segnare viene soltanto alla quinta giornata. Partenza emblematica di una stagione così così, siglata da un ottavo posto che la dice lunga sulle difficoltà incontrate da quei ragazzi che l’avevano iniziata tra tante speranze.

Fogli comincia il suo peregrinare per l’Italia che dopo Bologna lo porterà anche a Milano e Catania, ma dell’esperienza granata conserverà sempre un buon ricordo. << Fu dura – avrebbe confidato anni dopo – ma servì a formarmi anche come uomo. Il Torino mi dava 20 mila lire oltre a vitto e alloggio ma nei tempi morti non ci faceva stare con le mani in mano. Facevo vita comune con Vieri e Ferrini e ricordo che ci trovarono un lavoro part-time. Io fui destinato a una rivendita di stoffe: il mio incarico era quello di portare le pezze dal deposito al negozio. Qualcuno magari sorriderà però posso assicurare che anche quella breve esperienza lavorativa mi è servita a capire come fosse il mondo al di fuori del calcio >>”.

Piercarlo Alfonsetti

Apr 17, 2010 - Senza categoria    1 Comment

IL CALCIO ILLUSTRATO. IL TORINO CAMPIONISSIMO

Si tratta di un numero speciale datato 14 maggio 1949 della rivista “Il calcio illustrato” [editoria II – 25, 26].

E’ un oggetto molto conosciuto tra i collezionisti, ma non è facile reperirlo, né tantomeno trovarne un esemplare in buone condizioni. Quello che sono riuscito ad acquistare è praticamente perfetto e sembra fresco di stampa. Questo consente di apprezzare al meglio non solo la copertina ed il retro, ma anche le tante e splendide foto delle pagine interne, tutte dedicate alla squadra. Si tratta sicuramente di una tra le più belle pubblicazioni sul Toro di Superga.

Apr 7, 2010 - Senza categoria    1 Comment

LEGGENDA GRANATA

Ho recentemente acquisito un oggetto mai visto in circolazione. Si tratta di uno spartito musicale intitolato “Leggenda granata (Una bambola sorrise)”, pubblicato da Edizioni Musicali Saturnia di Genova nel 1954, in occasione del quinto anniversario di Superga [miscellanea – 51].

La canzone risulta composta da due musicisti identificati solo come G.C. e A Zuccaro (di più non è dato sapere), e riporta in copertina il disegno di una bambola con lo schizzo dell’aereo di Superga sullo sfondo.

Trascrivo integralmente il testo della canzone:

Soltanto il cielo li dominò

 – undici atleti, un solo cuor – 

il grande volo non si spezzò.

Nella leggenda vivono ancor.

Sotto un’ala divelta e spezzata

fu trovata una bambola bionda.

Al papà che l’avrebbe donata

forse sorrise e illuminò la nebbia fonda.

Questa leggenda ch’è realtà

canta la gloria che passa e va.

Forse una fata protesse allor

la bambolina bionda e sottil

e dei Campioni, invitti ancor,

lasciò un ricordo caro e gentil.

Quando in campo entrava il Torino

la vittoria baciava i granata,

ma Superga fu il loro destino

e lo scudetto avvampò nella fiammata.

Nella leggenda riviva ognor

Chi tenne alto il Tricolor!

FINALINO

…Quel sorriso vince ancor la nebbia fonda.

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