Gen 14, 2011 - Senza categoria    No Comments

Figurine X


Gen 7, 2011 - Senza categoria    No Comments

A.C. TORINO 1965

E’ il titolo di un libretto pubblicato nel 1965 dalla S.A.E.P. di Torino [editoria II – 43, 44].

Non ho notizie più precise su questo opuscolo di cui ho inserito le foto della copertina e del retro; non è indicato l’autore, e la dicitura “numero unico” lascia supporre che non sia l’allegato di una rivista sportiva o d’altro genere.

L’interno però è davvero interessante, ricco di foto riguardanti soprattutto la stagione 1964-65. Quasi tutte le pagine ritraggono un protagonista di quel campionato, descrivendone le principali caratteristiche tecniche. I nomi sono noti: Crippa, Ferrini, Fossati, Hitchens, Meroni, Moschino, Rosato e molti altri.

All’inizio alcune pagine tratteggiano rapidamente la storia del Toro, riportando anche l’organigramma societario ed i presidenti dalle origini ad Orfeo Pianelli.

Tra i giocatori, trascrivo la descrizione di Gigi Simoni, uno di quelli meno celebrati nonostante le sue indubbie qualità.

Nato a Crevalcore in provincia di Bologna il 22 gennaio 1939 è alto m. 1,70, pesa kg 67 ed è sposato. Iniziò la carriera calcistica nel Mantova nel 1959, passò al Napoli per la stagione 1961-62. Tornato al Mantova fu acquistato dal Torino all’inizio del Campionato in corso. Giocatore fine ed intelligente ha dato un notevole apporto allo schema tattico del gioco d’attacco della squadra granata.

Veloce e sicuro unisce a queste doti un fine palleggio con tocchi eleganti che delizia lo sportivo pubblico Torinese”.

Gen 3, 2011 - Senza categoria    No Comments

FOTO SUGGESTIVE

Ho inserito diverse foto molto belle; alcune riguardano il Grande Torino: la squadra all’ingresso in campo, Bacigalupo in azione, Gabetto al tiro [miscellanea – 54, 55, 56].

Altre riguardano alcuni protagonisti dei campionati immediatamente successivi: Carapellese, Giuliano e Giammarinaro vengono ritratti in foto autografate [miscellanea – 57, 58, 59].

Dic 21, 2010 - Senza categoria    No Comments

TORINO, FRANCE FOOTBALL

Neppure molti anni or sono, il Toro suscitava interesse anche all’estero. Questa considerazione può apparire quantomeno strana ai tifosi più giovani, ma è davvero così. Ho trovato due numeri di France Football, del 1991 e del 1992 [editoria II – 39, 40], che ritraggono in copertina Scifo e Martin Vasquez. Il belga ed il madrileno erano evidentemente giocatori di primissimo piano nel panorama del calcio europeo, e fa indubbiamente piacere (oltre che creare un pizzico di nostalgia) vedere le loro foto su una rivista così prestigiosa.

L’altra curiosità l’ho reperita su un numero della rivista Shoot  del luglio 1976, che ricorda con un titolo in prima pagina il settimo scudetto granata [editoria II – 41]. Inoltre all’interno del giornale è stata inserita la formazione–tipo del Toro 1975/76 [pagine illustrate – 23].

Dic 16, 2010 - Senza categoria    No Comments

I SOLITI IGNOTI (VI)

Luppi Livio [figurine II – 33], attaccante, negli anni ’70 ha giocato tre stagioni nel Toro, collezionando solo 19 presenze in campionato con una rete. Ha poi vestito a lungo la casacca del Verona, concludendo la carriera con il Genoa.

Farina Giuseppe [figurine III – 22], terzino destro, negli anni ’50 ha giocato ben cinque campionati nel Toro, con 128 presenze e 5 reti. Ha inoltre militato in Udinese e Sampdoria e disputato una partita in Nazionale.

Lorenzini Roberto [figurine IV – 43], difensore, ha giocato in maglia granata solo il campionato 1994/95, disputando 18 incontri senza mai segnare.

Pestrin Paolo [figurine V – 47], centrocampista, ha vestito la maglia del Toro solo per due anni dal 1965 al 1967, collezionando in campionato 10 presenze senza gol. Molto apprezzato nel suo ruolo di mediano, ha giocato anche nella Roma per molte stagioni, vincendo la Coppa delle Fiere nel 1961.

Dic 10, 2010 - Senza categoria    No Comments

GIUOCHI GINNASTICI

Oramai siamo tutti “intossicati” di calcio, uno sport ci viene propinato tutti i giorni a tutte le ore, nei modi più svariati. Spesso – anche in modo retorico – si ricordano gli anni lontani di “Novantesimo minuto” o delle partite ascoltate per radio; l’esercizio di memoria è comunque solo una breve parentesi romantica, stritolata tra servizi giornalistici e dirette sportive.

Ma che cos’era il calcio, non solo negli anni ‘60, ma addirittura ad inizio ‘900 o ancora prima? Per chi voglia indagare le origini del football, è consigliabile il libro di Antonio Ghirelli intitolato “Storia del calcio in Italia”, facilmente reperibile su internet o nei mercatini, un testo praticamente irrinunciabile pubblicato da Einaudi (prima edizione nel 1967).

In questa occasione però è più suggestivo trascrivere un breve passo di un libretto acquisito da pochi giorni, intitolato “Giuochi ginnastici”, scritto da Francesco Gabrielli per la collana “Manuali Hoepli”, e pubblicato nel 1895 [calcio story – 16]. Tanto per fare mente locale, ricordo che Edoardo Bosio fonda la prima società italiana di calcio (il Torino football and cricket club) nel 1887, mentre il primo campionato ufficiale verrà disputato ben tre anni dopo, nel 1898 a Torino.

Siamo davvero agli albori del calcio nostrano, ancora classificabile come moda poco diffusa, e sicuramente non come quel fenomeno di costume che riuscirà – entro pochi anni – a coinvolgere milioni di appassionati.

Di conseguenza, il breve capitolo in esame può essere considerato come uno dei primi “trattati” italici (meglio sarebbe definirlo “descrizione”) sul football moderno, inteso cioè non tanto come “sferomachia” o gioco della palla, ma come “calcio” nel senso attuale del termine.

Per le ricerche fatte da molti studiosi delle opere di Marziale, Polluce, Galeno, Ateneo, Eustazio e del Mercuriali, s’è riconosciuto che i giuochi antichi dei Greci e dei Romani, detti Episciro, Fennida e Arpasto, avevano molta somiglianza col giuoco italiano del Calcio, e si crede che questo abbia avuto origine da quelli. Parecchi pensano che i Romani nelle terre dove estereso il loro dominio, lasciassero, con le altre usanze, anche quelle dei loro giuochi, e che dall’Arpasto derivasse il Calcio. In tal modo si spiega perché questo giuoco potesse essere praticato in Inghilterra fino dall’anno 1349, e in Francia fino del 1387.

In Italia questo giuoco fu in gran voga specialmente al tempo dei Medici, come divertimento annuale e carnevalesco della città di Firenze, dalla quale prese l’appellativo di fiorentino (Florentinum Harpastum), e spettacolo solenne della nobiltà toscana nelle ricorrenze di feste principesche.

Dal discorso citato del Bardi si può apprender, meglio che dallo Scaino, come si faceva a quei tempi il Calcio, e quanta sia la differenza che passa fra il giuoco d’allora e quello moderno che gli corrisponde. Allora gli elementi principali del Calcio erano la corsa, la lotta e le pugna; ora gli è esclusivamente un giuoco di corsa: allora era un esercizio sopratutto spettacoloso, ora è un esercizio eminentemente igienico.

In principio del secolo XVIII esso scomparve dalle abitudini popolari italiane, ed ora ritorna in uso modificato razionalmente dagli Inglesi. Anche in Inghilterra da qualche secolo il Calcio (Football) non era più praticato, e solamente una trentina d’anni fa ricomparve fra gli studenti; i quali, per adattarlo alla scuola, gli apportarono via via delle modificazioni, alcune però secondo un certo punto di vista, altre secondo un altro, di modo che ne risultarono due firme di giuoco differenti.

Una, dal nome della città sede della scuola in cui venne regolato, si chiamò Football Rugby, e l’altra, dalla società costituitasi per diffonderlo, Football Association.

Il Football Rugby ha più somiglianza col Calcio antico, il Football Association è molto diverso. Nel primo si manda a vanti la palla (ovale) coi piedi e si può portarla anche con le mani dentro la porta nemica; nel secondo la palla (rotonda) non viene mai toccata con le mani. In quello l’azione del portare la palla è impedita dagli avversari, ed è cagione di mischie e di zuffe, spesso funeste ai giocatori; in questo è proibito di toccare gli avversari. Perciò il Rugby non viene compreso in questa raccolta: si accoglie invece il Calcio secondo il metodo dell’Association, dandogli il posto d’onore fra i giuochi scolastici, perché, per i suoi effetti igienici e per il grande numero di giocatori che vi possono partecipare, è senza dubbio il più importante di tutti, e merita davvero le migliori cure da parte dei preposti all’educazione fisica della gioventù”.

Dic 4, 2010 - Senza categoria    No Comments

CARLO CRIPPA

La raccolta a fascicoli “Toro, il mito e i campioni”, riserva sempre ritratti interessanti di campioni del passato. Questa volta tocca a Carlo Crippa, centrocampista degli anni ’60 [editoria I – 52].

Sono ancora in molti i tifosi torinisti che ricordano quel gol vincente, segnato in un derby, ma il nome di Carletto Crippa, papà di Massimo, diventato un cuore Toro come lo era lui, non è soltanto legato a quell’exploit contro la Juventus. In maglia granata, Crippa senior disputò ben 190 partite, 165 in campionato (127 in A e 38 in B) 27 gol, 23 in Coppa Italia, 7 gol, e due in Coppa delle Coppe. Certo, aver deciso quel der y allo Stadio Comunale, aumentò la sua popolarità e la riconoscenza del popolo granata. Fu Un diagonale, più simile a un cross che a un tiro, sparato dalla distanza, a sorprendere Mattrel, portiere bianconero, infilandosi sotto la traversa. Poiché la Juventus aveva letteralmente dominato e il giovane portiere Vieri era stato il migliore in campo, quello strano gol di Crippa ebbe ancora più valore. Era il 3 marzo ’63. Crippa aveva compiuto da un mese 24 anni.

Mancino, statura media, gambe un po’ arcuate, quando era al top della condizione Crippa diventava imprendibile, specie al vecchio Filadelfia, il campo che esaltava la sua carica. Sospinto dal pubblico, s’ingobbiva e scattava lungo l’out. Però, non sempre le sue serpentine avevano successo in zona-tiro dove arrivava poco lucido per il suo dispendioso modo di giovare, trascinando il pallone sin sulla linea di fondo. Milanese, era approdato giovanissimo al Toro. Nei << Federati >> giocava insieme con Ferrini e Vieri con i quali divenne poi una colonna della prima squadra. Un prodotto doc del Filadelfia, dunque. Uno degli allievi di Ussello. Ala sinistra, correva, velocissimo, palla al piede, guardandosi la punta delle scarpe, ma i suoi cross dal fondo erano precisi e puntuali per i compagni. Con l’avvento di Nereo Rocco, nel ’63, Crippa ebbe difficoltà a trovare posto in un attacco che comprendeva Hitchens, Peirò e Ferrini. In quel torneo, Rocco privilegiava uno schema che non prevedeva ali pure. E Carletto collezionò una quindicina di presenze, e un solo gol all’attivo. La sua stella, nel cielo torinese, si offuscò e nella stagione ’64-65 le apparizioni furono appena 4 (con 1 gol). Il Paron che alle ali aveva un fantasista del calibro di Gigi Meroni e un tornante classico come Simoni, lo congedò.

Massimo, suo figlio, ricorda che il padre amava soprattutto il dribbling: << sono nato a Seregno, nel maggio del ’65. Poco tempo dopo, papà venne trasferito al Palermo dove rimase per cinque anni. Sono cresciuto in Sicilia. Papà mi portava qualche volta agli allenamenti e lo guardavo, con gli occhi di bambino. Rimasi folgorato dai suoi tiri, micidiali. Per me è difficile dare una valutazione sul calciatore Carlo Crippa. Quando ero più grande e potevo capire, lui non giocava più. Restano i filmati, resta quel gol nel derby. Ne ho segnato uno anch’io alla Juve, in granata >>. Buon sangue non mente”.

Bruno Bernardi.

Nov 24, 2010 - Senza categoria    No Comments

ALBERTO BEVILACQUA. IL GIOCO DEL CALCIO

Questo libro è stato scritto da Giancarlo Bevilacqua e pubblicato nel 1981 da Editori Riuniti nella collana “Libri di base”, diretta da Tullio De Mauro [calcio story – 15]. L’opera racchiude in 162 pagine un breve compendio di football, trattando di storia, tattiche e personaggi, aspetti sociali e di costume. Vi sono descritte figure che sono appartenute anche alla storia del Toro: Pozzo, Libonatti, Combin, Peirò. Bonifaci, Zaccarelli, Olivieri, Moro, Jeppson, Baloncieri, Rosato. Un doveroso omaggio viene riservato anche al Grande Torino. E’ il libro ideale per chi voglia avvicinarsi a questo sport con una lettura semplice e comunque completa.

Nov 21, 2010 - Senza categoria    6 Comments

ARALDICA CALCISTICA

Questo libro è uno dei più interessanti che possa desiderare un collezionista di cose granata [editoria II – 38]. Si tratta di un album pubblicato nel 1953 in onore dei caduti di Superga, in cui sono raccolti tutti gli stemmi delle società calcistiche di serie A e B dell’epoca, accompagnati da una breve storia di ciascun sodalizio e da altre informazioni statistiche.

Le pagine che riproducono gli stemmi sono protette da apposite veline, e mi è stato impossibile, data la loro delicatezza, scannerizzarle in qualche modo.

Le effigi sono davvero molto suggestive e meriterebbero una descrizione ed un commento a parte.  È un oggetto molto raro, che sono riuscito ad acquisire solo dopo molti mesi di ricerche, grazie all’aiuto di uno dei personaggi più noti del mercato collezionistico torinese, Giovanni Masino, cui va il mio ringraziamento. Ovviamente se capitasse di trovarne una copia occorrerà controllarne l’integrità e la completezza, sperando che nessuno abbia staccato qualche pagina per  ricavarne inutili quadretti.

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