Apr 19, 2009 - Senza categoria    1 Comment

IL TREMENDISMO

Ho trovato da poco un bel fascicoletto intitolato “Torino ‘72” [editoria – 40],  edito a supplemento della rivista “Piemonte sport e club” nel 1972, a cura di Giorgio Gandolfi e Bruno Perucca.

Si tratta di una pubblicazione sul campionato 1971-72, concluso dal Toro al secondo posto, una delle migliori stagioni dopo Superga. Sono 52 pagine di statistiche, foto e descrizioni dei giocatori. Tra queste attingerò in seguito anche per qualche post. Ora però voglio soffermarmi sull’introduzione curata da Giovanni Arpino, ed intitolata “Perché tremendismo”. Si parla spesso di tremendismo granata, talvolta senza sapere che il termine fu coniato proprio da Arpino, che in questa sede ne dà una brillante e rivelatrice definizione:

“Ma che cos’è il << tremendismo >>, tanto nominato quest’anno a proposito dei granata? Parafrasando Petrolini, si potrebbe dire: << Tremendismo è quella cosa / che divampa in stadii e piazze / piace tanto alle ragazze / perché è rossa e mai va giù … >>.

Il vocabolo l’abbiamo importato dal gergo sportivo sudamericano, secondo il quale << tremendista >> è il giocatore, è il club che magari non vince grappoli di trofei, ma costituisce osso durissimo per chiunque. Una squadra di orgoglio, di rabbie leali, di capacità aggressive, mai vinta, temibile in ogni occasione e soprattutto quando l’avversario è di rango: tutto questo significa << tremendismo >>, un termine che da quando l’abbiamo adottato è riuscito a creare invidie di cui andiamo orgogliosissimi. Perché anche di neologismi si vive, non solo di pane e Coppe.

Bisogna dire che dopo le pene del ’71, quando gli effetti << tremendistici >> furono stenti e magri, la lezione granata del ’72 è stata all’altezza delle speranze, delle attese e anche del nominato aggettivo. Di domenica in domenica, con i gol fatti, sbagliati, annullati, il << tremendismo >> degli Agroppi, dei Rampanti, dei Pulici, quello più astuto e classico di Bui, quello roccioso dei Zecchini e Cereser, ha costituito la nota di merito in campionato, la grande incognita nella corsa allo scudetto. Mentre declinava la grande tradizione milanese, Torino si imponeva con la grinta di uomini e aggressività di ben altro piglio.

Il << tremendismo >> ha così avuto la sua patente, ha messo in tavola (pardon: in campo, sull’erba arroventata da corse di bulloni) frutti abbondanti, creando premesse di futuro. Ormai si è aperto un varco nel linguaggio sportivo modernissimo, è una parola capita da tutti, usata al posto di frasi troppo lunghe e complicate. Può indicare anche solo un quarto d’ora, in una partita, ma in quel quarto d’ora scarica tutta la sua forza trascinante.

Aspettiamo di poter ora aggiungervi un altro termine di stampo sudamericano: quello di << fenomeno >>, che i radiocronisti brasiliani e messicani urlano con sette od otto << o >>. Quando al << tremendista >> si somma il << fenomeno >>, ogni traguardo è possibile. Alè”.

IL TREMENDISMOultima modifica: 2009-04-19T14:57:32+02:00da libellus1
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