Mag 10, 2009 - Senza categoria    No Comments

I GRANDI MEDIANI (seconda parte)

Prosegue Bruno Perucca:

“Tredici anni dopo Moltrasio, per lo stesso ruolo di centrocampista, è arrivato al Torino un altro spirito granata doc dall’uguale fisico potente e dall’identico coraggio: Bruno Bolchi. Nato a Milano nel 1940 e cresciuto calcisticamente nelle squadre giovanili dell’Inter, arrivato alla prima squadra assaggiò anche i metodi di Helenio Herrera vincendo con il << mago >> lo scudetto 1963, ma non conquistandone le simpatie. Ceduto al Verona e passato poi all’Atalanta, << Maciste >> Bolchi è giunto fra i granata in tempo per il campionato ’65-66. Subito 23 presenze. Nel Torino ha giocato 110 partite, alcune nel ruolo di libero, ed ha vinto la Coppa Italia del 1968.

Non sempre, per carriere granata brevi o per personali modestie, giocatori dal sicuro spirito torinista sono ricordati come meritano nella storia del club. Riportiamoli un attimo alla ribalta. Emiliano Mascetti, com’asco (1943) con radici a Verona, arrivato al Toro nell’estate ’73 per restarvi due stagioni. Mezz’ala, mediano, buona tecnica, è rimasto legato ai colori granata al punto che ne ha sognato il ruolo di direttore sportivo mentre lo svolgeva fra Verona Hellas e Roma. Altro granata doc, centrocampista-maratoneta dal sicuro rendimento, Claudio Sclosa classe 1961, arrivato dal vivaio del Toro alla prima squadra nella stagione ’79-80 per giocarvi 72 partite in quattro stagioni. Un giocatore sempre al massimo della continuità, capace di chiudere davanti alla difesa ma anche di partire sorreggendo l’attacco ev arrivando al tiro. Un biondo alla Moltrasio, alla Ferrini, questo Sclosa. Anche il colore dei capelli è stato spesso un segnale doc, nel Torino. Maroso era biondo, Mazzola quasi…”.

I GRANDI MEDIANI (seconda parte)ultima modifica: 2009-05-10T09:19:00+02:00da libellus1
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