Lug 9, 2009 - Senza categoria    1 Comment

I GIUDICI DI PORTA

Da anni oramai tutte le domeniche i nostri commentatori di cose calcistiche, ex calciatori, ex arbitri, giornalisti, personaggi improponibili prestati al calcio, presentatori improvvisati e non, sulle reti nazionali e private ci fanno sorbire la solita litania logorroica di discussioni su moviole e movioloni, giudici di campo, di linea, di porta, per concludere poi con la scontatissima osservazione sull’applicabilità della tecnologia al calcio, o quantomeno sulla necessità di trovare soluzioni più o meno empiriche alle cosiddette “sviste arbitrali”.

Un florilegio di banalità urlate si abbatte ogni sera sulle nostre teste, rendendo insopportabile persino lo sport più amato ed inducendoci a cambiare la poltrona con il letto: così si spegne la luce e buonanotte.

Quello che nessuno dice, non so se per ignoranza o altro, è che certe “novità” regolamentari, così come certe polemiche, sono più vecchie di quanto non si pensi. Su “A.C. Torino, storia della Squadra dalle origini ai giorni nostri [editoria – 75]”, ho trovato un passo interessante da trascrivere. Riguarda il campionato 1898, vinto dal Genoa, e quello successivo.

“Per tutta la seguente annata sportiva il << F.C. Internazionale >> lavorò a migliorarsi e ad affinarsi, onde poter togliere all’ormai << classica rivale genovese >> l’ambito trofeo. E fece dei progressi: peccato che i genovesi dal canto loro non restarono con le mani in mano e l’anno dopo la vittoria era ancora dei futuri rosso-blu che avevano questa volta ragione dei torinesi per 2 a 0. E’ però da mettere in rilievo come in quel giorno i torinesi non si ebbero a dichiarare gran che soddisfatti dell’operato dei << giudici di porta >>.

Giudici di porta. Chi erano costoro? Anziché di due collaboratori l’arbitro aveva, allora, quattro uomini ai suoi ordini: due chiamati giudici di linea, con le stesse funzioni dei guardialinee normali; altri due che, invece, armati di una sedia si ponevano nelle dirette vicinanze delle due porte, col compito specifico di rilevare se il pallone, nelle azioni da rete, oltrepassava interamente o meno la fatale linea. Un compito ben poco faticoso, se si pensa alle poche volte che nel corso di una partita si possono avere contestazioni del genere. Pure, quel giorno del secondo campionato italiano, per ben due volte ci furono discussioni al riguardo. E, stando a questo se ne è potuto sapere, in tutt’e due i casi ad uscirne scornato doveva essere l’<< Internazionale >>, danneggiata da una rete concessa ai genovesi quando il pallone era rimasto in bilico, né dentro né fuori, sulla linea della porta; e da un’altra non accordata ai torinesi quando, effettuando la parata, il portiere genovese Spensley aveva << girato >> la palla nell’interno della porta”.

A parte la solita “sfortuna” del Toro, che persino sotto altro nome non riesce mai a coltivare buoni rapporti con la classe arbitrale, merita constatare che anche quando parliamo di calcio e delle sue regole, noi italici abbiamo la memoria corta.

I GIUDICI DI PORTAultima modifica: 2009-07-09T10:08:59+02:00da libellus1
Reposta per primo quest’articolo

1 Commento

Lascia un commento