Ago 27, 2009 - Senza categoria    No Comments

RADICE STORY (quinta parte)

Da Cagliari a Torino. Non prima però che Andrea Arrica avesse tentato in tutte le maniere di fermarlo. Gli sottopose il contratto, ma Gigi Radice tergiversò: chiese tempo per pensare.

<< Sarei rimasto volentieri a Cagliari – confessa Radice – ma volevo una squadra in grado di puntare a qualche risultato concreto, di un certo rilievo. L’esperienza fiorentina mi aveva lasciato troppa rabbia in corpo, troppi desideri inappagati. Per questo chiesi certe cose e, non ottenendole, tergiversai. Il Torino mi offrì l’occasione buona. Feci presente la mia situazione, le mie ambizioni ed il mio imbarazzo ad Arrica. E lui capì. Solo dopo che ne ebbi la certezza, come ricorderete, accettai il Torino >>.

A Torino Radice è stato accolto subito in maniera entusiastica. Fiori al suo arrivo, tifosi sempre, assiduamente presenti agli allenamenti, attestati di simpatia ogni due passi.

<< Dev’essere stato qualcosa di epidermico. Ma anche di reciproco. Il tifoso del Torino è sanguigno, generoso appassionato. Anche la società non la sentì fredda, ma è quasi un’altra famiglia, la sede un’altra casa. Ci vivi e ti senti a tuo agio. Volete che vi confessi una cosa? Le mie figliole non si erano mai scaldate per nessuna delle squadre che io avevo allenato. Erano rimaste indifferenti. Ebbene, qui sono diventate immediatamente tifose sfegatate del Toro, vanno allo stadio con la sciarpa granata. E non è finita: mio figlio Ruggero, il più piccolo, quattro anni appena, ha già imparato a fare certi gesti a quelli della Juve. Non sta bene, lo so, ma che devo farci? >>.

Ecco, i rapporti con la Juventus: sono una cosa delicata. Gustavo Giagnoni, l’ultimo allenatore del Torino che aveva suscitato consensi popolari travolgenti, s’era scelta la parte pericolosa ma affascinante, di autentico paladino di una crociata anti-Juventus.

<< Giagnoni avrà avuto le sue buone ragioni. Per quel che mi riguarda, io considero la Juve solo una delle tante antagoniste più forti; una squadra che merita rispetto per i suo glorioso passato e per le sue strutture attuali, un’avversaria che comunque si sente di più perché è della stessa città, ed è più vicina, palpabile in qualsiasi momento >>.

Per lunghi anni la Juventus è stata la rivale apparente, concreta del Torino. Ma c’era un’altra squadra, gloriosa, inarrivabile, che questa sua leggenda aveva visto trasformarsi in autentico complesso, sempre più invincibile, per i Torino che l’han seguita.

<< Io non sapevo esattamente cosa fosse il Grande Torino per la tifoseria granata. Lo immaginavo vagamente, ma era un’idea dai contorni un po’ sbiaditi. Ho capito tutto un pomeriggio, al termine di una delle nostre prime, belle partite di campionato, quando un tifoso anziano, con un fazzoletto granata stretto sul collo, mi ha preso la mano, me l’ha stretta e mi ha detto: << Grazie; perché oggi mi è sembrato di veder giocare quelli là, il Grande Torino >>”.

RADICE STORY (quinta parte)ultima modifica: 2009-08-27T16:09:00+02:00da libellus1
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