Gen 4, 2010 - Senza categoria    No Comments

I PRIMI GRANATA IN AZZURRO

Ecco uno scritto di Vittorio Pozzo riportato nel fascicolo n. 2 de “La storia del Torino” [editoria I – 16], che narra dei primi nazionali azzurri di provenienza granata.

Quanti sono stati i giocatori del Torino che sono assurti all’onore della squadra nazionale? Il calcolo sarebbe piuttosto lungo da fare. Ma sono nel novero giocatori il cui nome merita una citazione speciale. Quello dei fratelli Martin, per esempio. Erano quattro, questi fratelli, e militarono tutti nelle file del Torino. Il più noto fra di essi fu il secondo, Cesare. Provenivano dalla zona di Pinerolo, la regione della religione prevalentemente valdese. Il padre era notaio della Val Chisone. Cesare fu per anni il nostro terzino sinistro base. Un gran bel difensore, che nella nostra Nazionale grande non potè trovare posto che in una sola occasione, per il solo fatto che aveva davanti a sé uomini come De Vecchi, come Caligaris, come Allemandi. Il fratello suo, Dario, mediano e attaccante, vero enciclopedico del calcio – defunto da qualche anno – andò a finire due volte fra gli azzurri.

Fra gli altri nomi che meritano speciale rilievo, vi è quello del padovano Monti. Era il terzo di quella stirpe, che sotto l’egida dell’inglese Burgess, diede per primo una bella fama al Padova. Suo fratello, Monti I, centravanti, era un gran aviatore, ed era finito inabissandosi nel lago di Gara. Lui si chiamava Feliciano, e noi tutti lo avevamo ribattezzato << Lice >>. Era terzino ed ala, nello stesso tempo, e lo portammo con noi, alle Olimpiadi del 1924, a Parigi.

Poi diventa doveroso menzionare Aldo Olivieri, uno dei migliori portieri che abbiano mai difeso la rete dell’Italia nostra. Proveniva dalla zona di Verona, e si era fatto un nome nella Lucchese. Passò al Torino e divenne quasi subito il portiere della nostra nazionale. Fece con noi i campionati del mondo del 1938, contribuendo notevolmente e decisamente alla nostra vittoria. Militò la bellezza di 24 volte nella Nazionale A, e tre volte nella Nazionale B.

Poi venne la generazione che fu denominata – per le sue prodezze – quella della tournée sudamericana.

La formazione, come titolari: Morando I; Capra e Bachmann; Valobra, Peterli e Lovati; Debernardi II, Mosso III, Mosso I, Tirone ed Arioni II. Due dei mediani, Peterli e Lovati, erano stati assunti in prestito, per l’occasione dall’Internazionale e dal Milan. Capra, Valobra e Mosso III dovevano poi, come Lovati, militare nella nazionale.

Spiccavano in questo lotto, i fratelli Mosso. Erano una quantità, ed i primi quattro di essi dovevano giocare a lungo nel Torino. . Erano nati in Argentina, ai piedi delle Ande, a Mendoza, ed erano la famiglia più piemontese che immaginare si potesse. I parenti, emigrati da tempo in sud America, avevano imposto come obbligo alla famiglia tutta il dialetto nostro. Ed il loro piemontese aveva conservato accenti ed inflessioni dei tempi antichi che facevano ridere noi, aggiornati in materia. Erano italianissimi, in tutto.

Quando dopo il lungo viaggio in Brasile ed Argentina, potemmo finalmente rientrare in Italia, ed i Mosso ci videro partire tutti sotto le armi, Mosso III, Eugenio, detto << Grignolin >>, scrisse ai carabinieri, che a Torino, su in collina, in via Asti, c’era tutta una schiera di giovani sani e robusti, che, benché italiani, erano rimasti a casa. Al maresciallo dei carabinieri che si presentò per le indagini andò ad aprire la porta lui stesso, e disse come prima cosa << Son mi! >>”.

Vittorio Pozzo

I PRIMI GRANATA IN AZZURROultima modifica: 2010-01-04T16:24:00+01:00da libellus1
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