Gen 20, 2010 - Senza categoria    No Comments

TORINO – JUVENTUS 3 A 2 (prima parte)

<< Il Toro con furore, 3 a 2 >>. Fu questo il titolo che campeggiò sulla prima pagina del Tuttosport di lunedì 28 marzo 1983 [editoria II – 15], definendo con una frase suggestiva una delle più incredibili partite mai giocate dal Torino.

Spesso i tifosi rammentano quell’incontro come uno dei più scolastici esempi di tremendismo granata. In tre minuti e quaranta secondi il Toro ribaltò una gara che sembrava oramai chiusa e persa. Fu un esito sicuramente influenzato dalla casualità e dalla fortuna, come spesso capita ai risultati caramboleschi di certe partite di calcio. Ciononostante, è evidente che il carattere della squadra di Borsellini era forgiato nella tradizione di una società che da sempre faceva del temperamento la sua caratteristica principale. A distanza di molti anni si può quindi dire che fu un risultato assolutamente meritato.

Il quotidiano torinese dedicò al match diverse pagine, ma in questa sede merita riportare la << pagella >> dei protagonisti granata. A rileggerla, monta la nostalgia…

TERRANEO 7. Dà il là al successo granata, anche materialmente. Il suo tuffo disperato su Paolo Rossi trasforma il possibile 3 a 1 nel rilancio del 2 a 2. E se teniamo conto che già nel primo tempo aveva annullato una palla-gol a Pablito, e che è pure riuscito a parare (invano) un rigore a Monsieur Football, costretto al…tiro di riparazione, beh, ragazzi, sarà anche un poeta, ma certo non è un sognatore. Piuttosto fa sognare i fans.

VAN DE KORPUT 6,5. E’ il suo ultimo derby; e sembra davvero l’inizio della fine l’assist alla rovescia per Pablito. I più buoni dicono: << L’ha fatto perché così non lo rimpiangeremo >>. Il commando dei << normali >> e dei cattivi, è invece censurato. Ma lui, tenace olandese, nuota controcorrente, sino al lieto fine.

BERUATTO 6,5. Non finisce di stupirci. D’ora in poi lo chiameremo Edison, per la sua nuova invenzione: il dribbling scivolato. Esisteva il tackle scivolato, lui l’ha perfezionato. Conscio dei suoi difetti, non si limita a dribblare l’avversario con i piedi, ma con tutto il corpo, sdraiato a terra. Complimenti anche al suo maestro della scuola serale di cross.

ZACCARELLI 7. E’ un ritorno all’antico: e difatti fa il centromediano metodista. Con metodo ed eleganza, alla Lord Brummel. Ma con un fiore granata all’occhiello, e qualche licenza di menare. Al punto che nella foga si scontra persino con Beruatto, l’ultimo tra avversari e compagni con il quale uno vorrebbe andare a sbattere.

DANOVA 6,5. Concede a Paolo Rossi il primo gol, della sua (di Da nova) onorata carriera. Con la collaborazione straordinaria di Van de Korput. Ma poi fa pagare a Pablito lo sgarbo in tutti i modi, leciti e no.

GALBIATI 7. E’ un po’ sfasato, commette qualche fallo di troppo (uno anche da rigore), è insolitamente a disagio. Poi, all’improvviso, si trasforma, e con lui il Toro. Ruba palla di brutto (ma non fallosamente) a Scirea, nella metà campo granata, e suona la carica. E’ il 25’, Bonesso appena comparso è già pronto all’uno-due, il suo cross è un piedi buoni, e trova la testa fina di Dossena pronta alla deviazione in rete. E’ il 2 a 1, per i granata comincia l’arrivano i nostri, per i bianconeri è l’arrivano i mostri.

TORRISI 6,5. Che pennellata! Il pittore fa solo fol importanti, tutta roba d’autore. E questo è davvero da incorniciare. Anzi meglio: è un gol eccezionale, in una cornice eccezionale. La curva Maratona.

DOSSENA 8. Ancora una partita da << formula uno >> a tavoletta, eppure con tutte le traiettorie (del pallone) pulite. Ci sarebbero almeno dieci immagini, adatte a fotografare questo campione. Ne scegliamo una, quella del gol. Il Torino sembra spacciato, ha profuso energie enormi, ed è sotto di due gol. Lui ha corso più di tutti, ma non si nega a quest’altra galoppata parallela, di purosangue. La sua generosità è premiata, dal cross: ma ci vuole ancora la sua freddezza per cogliere la << pera >> matura. Appena un tocco di classe. A buon intenditor (Bearzot compreso)…

SELVAGGI 6,5. S’è battuto come un leone. Vabbè, come un leoncello. E’ persino andato a marcar Pablito Rossi, questione di fibre simili, pallide e velocistiche. Ad un gol-dipendente come lui, sarà rimasto forse il magone di non aver partecipato a questa abboffata di reti. O un derby vinto, val bene un digiuno?

HERNANDEZ 5,5. Partecipa alla festa, soltanto alla fine. Dall’85’ in poi, soprattutto dal 91’. Scusa tanto, caro Pato, non so Genzano, ma Platini è meglio…

BORGHI 5,5. Con Brio, trova…lungo.

BONESSO (dal 13’ della ripresa) 7. Dopo tanti guai, un felice incontro. Lui ritrova il Toro, il Toro ritrova lui. Non a caso, accade al 13’ (del secondo tempo). Come entra, dopo due secondi, impegna Zoff in una parata alta. Dopo 13’ (ancora) contribuisce al primo gol granata. Al 27’, giorno di paga, puntuale riscuote anche il gol. Finalmente sono usciti i numeri giusti: i suoi, che non sono soltanto l’1-8-2 (centimetri) di altezza”.

[CONTINUA]

TORINO – JUVENTUS 3 A 2 (prima parte)ultima modifica: 2010-01-20T14:52:00+01:00da libellus1
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