Mar 17, 2010 - Senza categoria    No Comments

GIGI MERONI ED ALE’ TORO

La nota rivista granata, dopo la morte di Meroni, gli dedicò un intero numero monografico [editoria II – 24, 25; pagine illustrate – 17]. Si tratta di diverse pagine corredate da molte foto, dedicate al calciatore ed al personaggio fuori degli schemi. A noi in questa sede interessa una descrizione del suo profilo tecnico e del suo stile di gioco, che Alè Toro affidò alla penna dell’indimenticato giornalista Giglio Panza.

Esprimere un giudizio sul talento calcistico di Gigi Meroni non è facile. Durante la sua troppo breve carriera, giudizi sul suo gioco ne ho letti parecchi, a volte superficiali ed a volte incompleti; io stesso ricordo di essermi espresso con punti di vista contrastanti sulla complessiva personalità di questo campione autentico.

Nessuno, tuttavia, ha mai discusso le basi fondamentali del calciatore Meroni: tecnica sopraffina, palleggio raffinato alla << sudamericana >>, capacità di calciare con entrambi i piedi senza differenza di sorta. Le sue finte, a destra come a sinistra, sulle fasce laterali come in zone centrali del terreno, erano sempre imprevedibili, accompagnate per di più da uno scatto bruciante.

Sulla sua visione del gioco, i pareri sono stati sempre suggestionati dalla vena del momento. Personalmente, talora gli ho rimproverato il suo eccesso d’amore per il pallone con frasi come questa: << Se Meroni si liberasse sempre della sfera al momento giusto, il suo apporto risulterebbe aumentato del cinquanta per cento a favore della squadra >>. In altre occasioni, anche perché i compagni si muovevano tempestivamente e si mostravano smarcati, Meroni era inappuntabile. Io, che cerco sempre di frenare l’entusiasmo per non cadere in deformazioni professionali, ho esaltato il Gigi tante volte come << uomo in grado di accendere da solo il gioco offensivo, poiché all’estro ha aggiunto il coraggio, l’intelligenza tattica, la precisa visione di ciò che si deve fare e di ciò che si deve evitare >>.

Sandro Mazzola mi ha detto che con un Meroni al fianco si sentiva di vincere la classifica dei cannonieri per almeno un lustro consecutivo; e mi ha pure spiegato il perché della sua enorme stima nel gioco del Gigi. << Ha una percezione tale di come il suo partner deve muoversi, che se costui sa assecondarlo è certo di ricevere la palla, morbida, giocabile di prima, proprio nel punto più favorevole per la conclusione rapida dell’azione >>.

Credo che Gigi Meroni, pur continuando a conservare il suo stile pirotecnico, assolutamente unico, fosse sulla strada di una maturazione tattica completa. Ci ha lasciati dopo avere regalato tanto agli amatori del calcio; e molto avrebbe ancora offerto. Era un talento naturale, che sfuggiva ad ogni raffronto; e poiché questi talenti sono fiori rari, che sbocciano infrequentemente, la perdita di Meroni – che accascia come fatto umano – provoca profondo rammarico anche per le fortune del gioco”.

Giglio Panza

GIGI MERONI ED ALE’ TOROultima modifica: 2010-03-17T13:52:00+01:00da libellus1
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