Mar 21, 2010 - Senza categoria    No Comments

AZZURRI

Si tratta di uno splendido libro edito da Rizzoli nel 1983, subito dopo la conquista del nostro terzo mondiale, con il patrocinio della Gazzetta dello Sport [Calcio story – 4].

L’opera ripercorre la storia della nazionale dalle origini agli anni ’80, alternando commenti tecnici, cronaca, fotografie davvero straordinarie, disegni e schemi tattici. Qua e là, traccia anche le figure di alcuni grandi del nostro calcio come Pozzo, Rivera, Meazza, Piola, Mazzola, Boniperti, Schiavio, Orsi, Riva, Guaita, Monzeglio e molti altri. Ovviamente alcune pagine sono dedicate al Grande Torino ed alla sua epopea azzurra (sicuramente troppo breve), ed alle difficoltà incontrate dalla Nazionale dopo la tragedia di Superga.

Tra le moltissime pagine interessanti, riporto alcuni stralci di una sfida avvenuta il 13 marzo 1933 con l’Inghilterra a Roma:

La nazionale gioca sovente, il suo calendario è fitto di gare amichevoli e ufficiali per la Coppa Internazionale. Tutte queste occasioni di gioco offrono l’occasione al nostro C.T. Vittorio Pozzo di portare avanti un programma di rinnovamento e, nel contempo, di consolidamento allo scopo di avere sempre sottomano un nucleo operativo di assoluta fiducia….Intanto la difesa, con il trio juventino Combi, Rosetta, Caligaris; poi l’interno Ferrari e l’ala Orsi sulla sinistra; Meazza centravanti, ormai consacrato, ma in procinto di trasformarsi in interno di regia.

Ciò avviene proprio contro gli inglesi, che << si degnano >> di lasciare la loro isola e di esibirsi a Roma al cospetto di un pubblico numerosissimo e alla presenza di Benito Mussolini…

L’Italia pratica il << metodo >> velocizzato, l’Inghilterra il << WM >>. La partita è piacevole; segna Ferrari dopo quattro minuti con un bolide da fuori area ma, venti minuti più tardi, l’ala Bastin riequilibra le sorti…

Si delinea la nazionale che affronterà un anno dopo gli ostacoli del mondiale. Dal crogiolo di una ventina di gare, da quando è stato scelto alla guida degli azzurri, Pozzo è riuscito a ricavare un metallo prezioso con il quale forgerà il gioiello della coppa del mondo”.

Ancora nel medesimo paragrafo, un interessante appunto riguarda la regia di Meazza:

In chiave tecnico e tattica la partita Italia-Inghilterra segna un netto distacco tra calcio avveniristico e calcio pioneristico, con una differenza, tra il gioco danubiano puro e quello italiano, a tutto vantaggio degli azzurri, ai quali riesce bene il contropiede in un campo presidiato dagli inglesi a maglie larghe. La critica del tempo, con toni ovviamente blandi, fa notare che se Pozzo avesse lasciato Meazza al centro della prima fila, probabilmente i guai per lo stopper White si sarebbero moltiplicati. Ma il C.T. azzurro ha visto bene: anche se il << balilla >> non può fiondare a rete come nelle precedenti partite, i suoi suggerimento moltiplicano le occasioni per la nostra prima linea, La squadra italiana disputa una partita intelligente, ma non può trascurare un solo istante la difesa, di fronte al quadrilatero << a gelatina >> che gli inglesi organizzano a centrocampo. Il nostro schema è quello usuale, ma se possibile ancor più prudente: Monti è arroccato sulla tre quarti: Ferrari, dopo il gol, arretra stabilmente”.

AZZURRIultima modifica: 2010-03-21T17:53:21+01:00da libellus1
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