Mag 21, 2010 - Senza categoria    No Comments

IL TORO IN AMERICA (prima parte)

Sul numero 11 del 1957 de “Il Campione”, è pubblicato un bellissimo articolo di Vittorio Pozzo, che ci riporta indietro negli anni sino alle origini del calcio italiano e granata. L’episodio narrato è la tournèe del Toro in Sudamerica, descritta con dovizia di particolari e diverse foto davvero molto belle [editoria II – 28; pagine illustrate – 19, 20]. Il racconto prosegue ancora sui numeri successivi della rivista, che non sono ancora riuscito a reperire; l’inizio comunque è alquanto suggestivo. Pozzo racconta in prima persona.

Estate 1914. Giunge all’indirizzo di quello che si chiamava allora << Football Club Torino >> la proposta di andare a fare un giro nella America del Sud. Viene da Andrea Nicola ed è diretta al fratello Mario Nicola, direttore allora del giornale << Lo Sport del Popolo >> di Torino. Coi due Nicola siamo intimi, fin dai tempi in cui con Turella, col padre del Nay della Juventus e con tanti altri, correvamo a piedi par l’<< Audace >>. Si tratta di andare in Brasile e di giocare a San Paolo, quattro partite con squadre diverse della << Liga Paulista de Football >>.

Si tergiversa, si discute a lungo. E poi si accetta. Ed al momento della partenza, chi per una ragione e chi per un’altra – principalmente impegni militari – rinunciano tutti! Lo stesso Mario Nicola, Campione d’Italia sulle distanze medie, non si può muovere per un richiamo alle armi. Rimango solo. Cioè, solo con i giocatori. I quali sono: Morando I, Capra, Bachmann, Valobra, Debernardi II, Tirone, Arioni II, Arioni IV, Mosso I, Mosso II, Mosso III, Giorda, tutti del Torino, ai quali si sono aggiunti a titolo di completamento dei quadri e di rinforzo, Arioni Enrico (III) della Juventus, Ernesto Peterli dell’Internazionale, Cesare Lovati del Milan ed Angelo Tommaselli del Novara.

Sedici uomini. Io faccio diciassette. C’è posto per uno, perché i biglietti sono diciotto. Non si trova nessuno che voglia venire gratis in America. Ed all’ultimo momento si accetta, a completamento della comitiva, che venga con noi, come osservatore, e come oratore se necessario, un membro della Federazione. Che venga con noi, e veda come ci comportiamo, e basta.

Condizioni del viaggio. Inorridite, o gente del giorno d’oggi. Biglietto di I Classe Genova-Santos e ritorno per 18 persone, diecimila lire per l’approntamento delle divise e del corredo e per il viaggio Torino-Genova e ritorno, tutte le spese di vitto e di soggiorno, compreso la lavatura della biancheria, la stiratura, il barbiere, le mancie, tutto pagato dagli organizzatori e nient’altro – dico e ripeto – nient’altro. Roba da Olimpiadi, e peggio.

Si parte, in bella divisa azzurro scura – con berretto da fattorini del tram – da Genova, il 22 luglio 1914 alle ore 12, col << Duca di Genova >>, stazza lorda 7800 tonnellate, nette 4127, Comandante il Capitano Motta. Si balla forte nel Golfo del Leone, e Morando, Valobra e la tribù degli Arioni vanno subito a pezzi. Si ricupera durante la lunga fermata di Barcellona, dove l’autista che ci porta a vedere la città, convertito da poco all’automobilismo, non crede al << clacson >>, e per << ramblas >> e per << plazas >> preferisce ergersi e gridare ai passanti che se non si fanno da parte loro non può avanzare lui col suo mezzo moderno”.

[CONTINUA]

IL TORO IN AMERICA (prima parte)ultima modifica: 2010-05-21T09:31:55+02:00da libellus1
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