Giu 15, 2010 - Senza categoria    No Comments

LA FASCIA AL BRACCIO (prima parte)

La storia del Toro è ricca di personaggi carismatici, che per anni hanno vestito la casacca granata e portato la fascia di capitano, diventando protagonisti di suggestive storie di vita e di calcio. Un capitolo de “Toro, il mito e i campioni” ne racconta le gesta [editoria I – 42].

Dalla grande porta della Voigt, birreria del centro dove quattro anni prima era stato fondato il Torino, nell’autunno del 1910 entrò un ragazzone alto, fisico da rugbista, baffi folti, passo deciso, sorriso aperto. Era Enrico Bachmann I (Adolfo, il fratello, arrivò poco dopo). Il Torino era ancora alla ricerca del suo leader, del capitano. Arrivò in tempo, l’Enrico, il primo giocatore universale nella storia del calcio europeo per la sua versatilità nei ruoli.

I tifosi snob avrebbero magari preferito che a rappresentare la squadra granata fosse un altro svizzero, Fritz Bollinger, ex difensore del Basilea. Bollinger aveva le simpatie delle pochissime signore-tifose dell’epoca. Bello, elegante, cortese, Un tipo da salotto che in campo menava sorridendo. Enrico Bachmann era il beniamino degli uomini, dai compagni di squadra agli spettatori. Era nato a Winterthur, cantone di Zurigo, il 30 ottobre 1888. Mediano di ruolo, tuttofare per spirito (non voleva solo stare in porta), nel Torino è stato pedina importante, cardine in campo e nello spogliatoio, simbolo di generosità per quattordici anni. E’ saltata una stagione, quella del campionato ’24-25, per consentire l’aggancio fra i due grandi primi capitani del Toro. Enrico Bachmann ha ancora giocato in granata otto partite nel torneo ’23-24, mentre Adolfo Baloncieri (arrivato dalla più vicina Castelceriolo, dove era nato il 27 aprile 1897) ha vestito nel campionato 1925-26 le prime ventidue maglie nel Torino. Solo un attimo di intervallo quindi fra Bachmann I, capitano dalla voce dura e dall’esempio atletico, e Baloncieri trascinatore con il gioco e con i gol.

Negli anni mitici del calcio italiano il club granata ha avuto anche un capitano torinese puro sangue, Osvaldo Ferrini. Difensore che offriva un cocktail fra tecnica, sentimento e gtinta, il primo capitan Ferrini della storia del Toro ne ha infossato la maglia sino al campionato di guerra del 1944, E nella stagione precedente proprio Ferrini aveva già consegnato a Mazzola la fascia di capitano. Che Valentino avrebbe portato da vero leader, come calciatore e come uomo…

[CONTINUA]

LA FASCIA AL BRACCIO (prima parte)ultima modifica: 2010-06-15T14:35:55+02:00da libellus1
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