Set 27, 2010 - Senza categoria    No Comments

LO “STILE” DEL GRANDE TORINO (seconda parte)

Prosegue Sandro Ciotti nella sua descrizione dei calciatori del Grande Torino:

STILE DI EUSEBIO CASTIGLIANO

Longilineo e agile, spigoloso e tenace, Castigliano sfruttò – come Grezar – l’estrazione da interno per diventare un laterale sistemista esemplare. La battuta possente e secca e l’inesorabilità nelle conclusioni dai 16 metri furono i suoi connotati più tipici e applauditi, Nel solo girone finale del ’45-’46 mise a segno – giocando sempre quale mediano – 13 gol su 14 partite disputate!

STILE DI ROMEO (<<MEO>>) MENTI.

Ala destra di stampo classico arricchì la tradizione del ruolo con la straordinaria attitudine alle conclusioni (che era confortata da una potenza di tiro di raro rilievo. Palleggiatore assai efficace ma sobrio aveva nello spunto breve e nel cross in corsa le armi che gli consentivano di avere ragione anche della interdizione avversaria più tenace. La sua sapienza nel trasformare i penalties (che batteva con due passi di rincorsa di shoot destro) ne fecero il rigorista principe della squadra.

STILE DI EZIO LOIK.

Il << gemello >> di Mazzola si impose soprattutto per la essenzialità dell’azione: inutile attendersi che cadesse nella trappola del << tocco in più >>. Palleggiatore rifinissimo e ottimo tiratore soprattutto da media distanza era soccorso da eccezionali doti di carattere che gli garantirono il costante rispetto degli avversari prima che quello dei compagni. Il suo affiatamento con Mazzola fu proverbiale sin dai tempi in cui il tandem militava nel Venezia.

STILE DI GUGLIELMO GABETTO.

Estro e prepotente personalità furono le caratteristiche più evidenti di un giocatore anche fisicamente tipicissimo. Meno potente ma più elegante e preciso dello stesso Piola in acrobazia aveva nel guizzo repentino e nel dribbling fantasioso e imprevedibile risorse tali da porre in soggezione anche i difensori più navigati. Tradiva la naturale vocazione all’eleganza anche in campo: scriminatura sempre perfetta e maglia lasciata cadere con non chalance fuori dai pantaloncini. Faceva anche le cose più difficili in assoluta scioltezza, senza sforzo apparente. Nei rapporti con i compagni fu sempre ineccepibile: appena segnato un gol correva regolarmente a ringraziare l’autore del passaggio decisivo.

STILE DI VALENTINO MAZZOLA.

Senza dubbio il giocatore più rappresentativo del Grande Torino (di cui fu infatti il capitano) e dell’intero calcio iraliano degli anni ’40. Temperamento generosissimo e talento poliedrico sapeva farsi valere in ogni ruolo, ma fu soprattutto mezz’ala di inimitabili risorse. E cioè regista e goleador, mente tattica e inarrivabile << match-winner >>. Fu in cento occasioni il prezioso << uomo-partita >> del Grande Torino che si lascià positivamente suggestionare e guidare dalla sua irresistibile personalità. Ogni << numero >> del calcio lo vedeva eccellere: il contrasto come l’appoggio corto, il tiro da ogni distanza come l’allungo profondo, il colpo di testa come il dribbling. E’ stato, come ha scritto recentemente un autorevole critico, << una leggenda nella leggenda >>.

Temperamento sanguigno ed estroverso Valentino Mazzola è stato protagonista di una vastissima aneddotica che conferma l’impetuosità e la generosità del personaggio. Di tutti i granata del quinquennio è quello che il presidente di allora, Ferruccio Novo, ricorda con maggiore commozione … e che i protagonisti del nostro calcio dell’epoca ritengono unanimemente il più valido in assoluto di un periodo tatticamente di transizione – e quindi difficile – cui proprio il Torino di Mazzola riuscì a conferire dignità agonistica e tecnica.

STILE DI FRANCO OSSOLA.

Attaccante tecnicamente impeccabile e in confidenza rara anche con i palleggi più ardui seppe coprire, grazie alla straordinaria duttilità istintiva, tutti i ruoli dell’attacco ma si impose soprattutto come estrema prima in alternativa con Menti e Ferraris e poi ereditando in via definitiva la maglia n. 11 da quest’ultimo. Modesto e schivo nella vita privata liberava ogni estro sul campo con << invenzioni >> che strappavano l’applauso. Divide con Mazzola una singolare nota di curriculum: la perfetta media-gol (uno a partita e cioè 97 su 97 per Mazzola e 72 su 72 per << Ossolino >>)”.

 

LO “STILE” DEL GRANDE TORINO (seconda parte)ultima modifica: 2010-09-27T19:50:00+02:00da libellus1
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