Gen 18, 2011 - Senza categoria    No Comments

GIORGIO PUIA

Nella pubblicazione “Toro, il mito e i campioni”, uno dei fascicoli più suggestivi è quello dedicato ai difensori [editoria I – 56]. Tra le figure più conosciute spicca quella di Giorgio Puja.

E’ Cavaliere della Repubblica per meriti sportivi, senza aver giocato neppure un minuto nell’ultima Coppa Rimet, vinta dal Brasile di Pelè sull’Italia a Città del Messico nel ’70. Il Goriziano Giorgio Puia […] quel mondiale lo vide dalla tribuna.

Eppure si sente vicecampione, come Poletti, suo compagno nel Toro che disputò uno spezzone della stordia semifinale con la Germania Ovest […] come tutti gli altri che vissero in campo quella straordinaria avventura.

<< Feci la mia parte per oltre 40 giorni >>, racconta Puia che oggi ha un’agenzia di assicurazione dopo aver provato, con alterna fortuna, ad allenare le giovanili del Toro, con le quali ha vinto due titoli, e poi portato la Biellese dalla D alla C. << Seppi tenermi pronto, senza una polemica, pur avendo perso il posto di titolare a Lisbona, alla vigilia della spedizione messicana. La mia maglia andò a Niccolai, che insieme a Cera e Alberatosi faceva parte del blocco difensivo del Cagliari neo campione d’Italia. E quando s’infortunò Niccolai, anziché il sottoscritto, venne promosso Rosato, un amico e compagno di camera che, alla fine, risultò il miglior stopper del Torneo. Ne fui felice per Roberto >>.

Lui, Puia, il suo contributo alla causa lo aveva dato nelle qualificazioni con Galles e Germania Est, tornando in Nazionale come marcatore centrale. Aveva debuttato da mezzala sette anni prima in amichevole con l’Austria, dove l’Italia espugnò il Pater di Vienna con una doppietta di Pascetti (2-1).

Puia è l’unico ad aver occupato in azzurro due ruoli così diversi. Lo chiamavano << Carabina >> quando sparava a rete i suoi proiettili nel Vicenza. Era un vero cecchino, bravo di piede, dalla distanza e di testa. Poi, nel Toro, dopo un’annata appena discreta come interno, e con la concorrenza di Ferrini, Moschino, Ferretti e Peirò, fu Rocco a inventarlo stopper, con licenza di segnare, sui calci piazzati, punizioni e corners. All’inizio, la metamorfosi fu traumatica, poi Puia si adattò a cambiare pelle e vinse addirittura il premio << zona Cesarini >> per un gol decisivo al 91’, e da ex, contro il Vicenza.

Cresciuto nell’Isontina e passato alla Pro Gorizia, approdò alla serie A con la Triestina nel ’59. Poi, con il Vicenza, arrivò alla Nazionale nel ’62. E Orfeo Pianelli non se lo lasciò sfuggire. Fu il primo acquisto del neopresidente. Un anno dopo, << paron >> Rocco diede a Puia una nuova identità che gli consentì di prolungare la carriera togliendosi altre belle soddisfazioni. In nove stagioni in granata, ha vinto due Coppe Italia, nel ’68 e nel ’71. Non è poco se si considera che il Toro di coccarde tricolori ne ha collezionate cinque in tutta la sua storia”.

Bruno Bernardi.

GIORGIO PUIAultima modifica: 2011-01-18T22:23:30+01:00da libellus1
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