Apr 24, 2009 - Senza categoria    No Comments

IL TORO IN SPAGNA

Nei giorni scorsi ho acquisito il n. 18 di una rivista settimanale che non conoscevo, intitolata “Tutti gli sport”, datata 11-18 ottobre 1924, di cui ho scannerizzato tre pagine [editoria – 63, 64, 65].

La prima presenta una bella immagine tratta da un concorso ippico, ma quelle che ci interessano sono la terza e l’ultima, che riguardano una tournèe del Toro in Spagna, svoltasi nella stagione 1924-25. Nella terza sono riprodotte diverse piccole foto di azioni di gioco tra la squadra granata e le sue avversarie, mentre l’ultima raffigura in grande un altro momento della partita con il Barcellona, e più precisamente un’uscita del portiere Latella ed alcuni giocatori granata che purtroppo è difficile identificare.

Il Toro giocò in Spagna quattro partite, due con il Barcellona e due con il Real Madrid. I risultati non furono sicuramente soddisfacenti, due pareggi  e due sconfitte con entrambe le squadre: con il Barcellona 0-3 e 1-1, e con il Real 0-2 e 2-2.

Del resto quell’annata calcistica, come si narra nella rivista n. 2 de “La storia del Torino” [editoria – 16], il Toro la disputò senza infamia né lode, stazionando sempre a centroclassifica. Unico risultato di rilievo fu una vittoria sull’Inter a Milano per 5 a 2. Il girone della Lega Nord (non c’era ancora girone unico) fu vinto dal Genoa, che poi in finale avrebbe ceduto il passo al Bologna. Peraltro i granata già annoveravano nelle loro file Janni e Rossetti II, e potevano sempre contare sui fratelli Martin.

Il 1924 fu un anno da ricordare: a gennaio moriva Lenin, e subito dopo l’Italia riconosceva l’Unione Sovietica. Il 10 giugno veniva ucciso Giacomo Matteotti.

A febbraio, a New York andava in scena per la prima volta Rapsodia in blu di George Gershwing, e nello stesso mese Antonio Gramsci fondava il giornale l’Unità.

Tra le “nascite illustri”, ricordiamo tra gli altri il medievalista francese Jacques Le Goff, il regista Sandro Bolchi, il “nostro” Valerio Bacigalupo, l’attore Marlon Brando. Il 21 aprile a Pittsburgh si spegneva la grande Eleonora Duse, ed il 29 novembre a Bruxelles moriva Giacomo Puccini.

Per quanto riguarda il nostro piccolo avvenimento sportivo, non ho notizie più precise. Ho cercato su tutti i documenti a mia disposizione ma  ne ho ricavato solo notizie frammentarie. La rivista che ho sotto mano è comunque molto bella, ricchissima di immagini (a parte quelle sul Toro) e ben curata. La foto sul retro poi è una rarità, come tutte quelle dell’epoca.

Incuriosisce (ma non è una stranezza per quel periodo) la coppola del portiere, così come sono simpatiche le pagliette indossate in pratica da quasi tutti gli spettatori, che assistono composti alla gara da una tribunetta vicinissima al campo di gioco, separato da una semplice recinzione. Lo stadio raffigurato dovrebbe essere il Campo de “Les Corts”, dove il Barcellona giocò dal 1922 al 1957, demolito poi nel 1966. All’epoca il Barça non aveva ancora vinto il Campionato di Spagna, (la “Liga” nascerà qualche anno dopo), ma aveva già collezionato cinque Coppe di Spagna e molte edizioni del Campionato catalano e della Coppa di Catalogna; era insomma un avversario di tutto rispetto.

Apr 22, 2009 - Senza categoria    3 Comments

PAGINE ILLUSTRATE

Ho inaugurato nel blog un nuovo album intitolato “Pagine illustrate”. Vi inserirò pagine tratte da libri o fascicoli di grandi dimensioni, che non è possibile scannerizzare completamente. Talvolta infatti vi sono contenute foto o illustrazioni di vario genere che è un peccato non poter vedere e apprezzare. In questo modo inoltre eviterò di occupare troppo spazio nell’album “Editoria”.

Apr 22, 2009 - Senza categoria    No Comments

Pagine illustrate


Apr 20, 2009 - Senza categoria    No Comments

UN PRIMO ATTENDIBILE BILANCIO

Il 18 settembre 2008 ho inaugurato questo blog; come scrissi già una volta era solo il passatempo di un collezionista che voleva verificare l’interesse di altri verso la propria raccolta.

A distanza di sette mesi, la data del 18 aprile ha segnato un piccolo grande traguardo: 2.911 visite e ben 48.278 pagine aperte. Numeri davvero importanti, soprattutto tenendo conto dei primi giorni in cui ovviamente il blog non era conosciuto da nessuno.

La tendenza è al rialzo quindi, e spero di riuscire a mantenerla tale. Grazie a tutti.

Apr 19, 2009 - Senza categoria    1 Comment

IL TREMENDISMO

Ho trovato da poco un bel fascicoletto intitolato “Torino ‘72” [editoria – 40],  edito a supplemento della rivista “Piemonte sport e club” nel 1972, a cura di Giorgio Gandolfi e Bruno Perucca.

Si tratta di una pubblicazione sul campionato 1971-72, concluso dal Toro al secondo posto, una delle migliori stagioni dopo Superga. Sono 52 pagine di statistiche, foto e descrizioni dei giocatori. Tra queste attingerò in seguito anche per qualche post. Ora però voglio soffermarmi sull’introduzione curata da Giovanni Arpino, ed intitolata “Perché tremendismo”. Si parla spesso di tremendismo granata, talvolta senza sapere che il termine fu coniato proprio da Arpino, che in questa sede ne dà una brillante e rivelatrice definizione:

“Ma che cos’è il << tremendismo >>, tanto nominato quest’anno a proposito dei granata? Parafrasando Petrolini, si potrebbe dire: << Tremendismo è quella cosa / che divampa in stadii e piazze / piace tanto alle ragazze / perché è rossa e mai va giù … >>.

Il vocabolo l’abbiamo importato dal gergo sportivo sudamericano, secondo il quale << tremendista >> è il giocatore, è il club che magari non vince grappoli di trofei, ma costituisce osso durissimo per chiunque. Una squadra di orgoglio, di rabbie leali, di capacità aggressive, mai vinta, temibile in ogni occasione e soprattutto quando l’avversario è di rango: tutto questo significa << tremendismo >>, un termine che da quando l’abbiamo adottato è riuscito a creare invidie di cui andiamo orgogliosissimi. Perché anche di neologismi si vive, non solo di pane e Coppe.

Bisogna dire che dopo le pene del ’71, quando gli effetti << tremendistici >> furono stenti e magri, la lezione granata del ’72 è stata all’altezza delle speranze, delle attese e anche del nominato aggettivo. Di domenica in domenica, con i gol fatti, sbagliati, annullati, il << tremendismo >> degli Agroppi, dei Rampanti, dei Pulici, quello più astuto e classico di Bui, quello roccioso dei Zecchini e Cereser, ha costituito la nota di merito in campionato, la grande incognita nella corsa allo scudetto. Mentre declinava la grande tradizione milanese, Torino si imponeva con la grinta di uomini e aggressività di ben altro piglio.

Il << tremendismo >> ha così avuto la sua patente, ha messo in tavola (pardon: in campo, sull’erba arroventata da corse di bulloni) frutti abbondanti, creando premesse di futuro. Ormai si è aperto un varco nel linguaggio sportivo modernissimo, è una parola capita da tutti, usata al posto di frasi troppo lunghe e complicate. Può indicare anche solo un quarto d’ora, in una partita, ma in quel quarto d’ora scarica tutta la sua forza trascinante.

Aspettiamo di poter ora aggiungervi un altro termine di stampo sudamericano: quello di << fenomeno >>, che i radiocronisti brasiliani e messicani urlano con sette od otto << o >>. Quando al << tremendista >> si somma il << fenomeno >>, ogni traguardo è possibile. Alè”.

Apr 17, 2009 - Senza categoria    No Comments

E’ LUI, E’ LUI, E’ GIANNI BUI…

Così inizia un articolo di Bruno Bernardi sul fascicolo n. 15 [editoria – 55; cfr. anche figurine I/16, II/7], quello dedicato agli attaccanti, della collana “Toro, il mito e i campioni”.

“… << E’ lui, è lui, è Gianni Bui >> cantava la curva Maratona. Bui, la << torre >>, aveva conquistato i tifosi con il suo modo di muoversi sul campo, elegante, dinoccolato. Statura da giocatore di basket, faceva il << pivot >> per Pulici, non ancora Pupi-gol, o per Petrini, i suoi partners. Aveva piedi come mani, tanto era la sua sensibilità di tocco. Lampi di classe, colpi di tacco, aperture millimetriche, ma la specialità di Bui era il gioco aereo. Arrivò al Toro trentenne, dopo aver girovagato da un capo all’altro della Penisola, ed entrò nelle simpatie della Maratona dopo aver provocato un’autorete decisiva di Morini, stopper della Juventus, nel derby vinto 2-1 dai granata…

Il primo con il Toro non fu un campionato esaltante, al punto che venne esonerato Cadè, sostituito dal suo vice Cancan, giusto in tempo per conquistare la Coppa Italia sul Milan, ai rigori, a Marassi. Con la coccarda tricolore sul petto, e con Giagnoni, l’allenatore con il colbacco, in panchina, Bui visse la migliore delle sue quattro stagioni torinesi. Le altre punte erano Pulici, trottolino Toschi e Luppi. Pur disputando appena 18 partite, andò in gol nove volte e fu il cannoniere di quel Toro che contese lo scudetto alla Juventus sino all’ultima giornata e lo perse per un punto. Secondo a pari merito con il Milan. E secondo anche in Coppa Italia, conquistata dal Milan che si prese la rivincita.

Meno brillante il rendimento di Bui nel torneo successivo che segnò l’esplosione di Pulici. E quasi anonimo il suo ultimo campionato dove fece da chioccia a Graziani & Pulici, i gemelli del gol. Bui partì titolare ma era ormai al tramonto e, in autunno, cedette il passo a Ciccio-gol, consentendo al Toro di aggiungere un altro tassello alla squadra che poi vinse lo scudetto quando lui era nel Varese (dopo una parentesi Nel Milan) in B a chiudere l’attività prima di laurearsi al Supercorso allenatori di Coverciano. Il << gol >> più prezioso per il Toro, Bui l’ha fatto una decina d’anni dopo, segnalando Massimo Crippa alla società granata. Bui valorizzò il centrocampista in C2. E la stagione seguente Crippa divenne un punto di forza del Toro che lo cedette al Napoli per quasi otto miliardi, sistemando il bilancio”.

Bruno Bernardi.

Apr 15, 2009 - Senza categoria    1 Comment

VITTORIO POZZO: CAMPIONI DEL MONDO. Quarant’anni di storia del calcio italiano

La prima edizione di questo splendido libro  fu pubblicata nel 1960. La seconda (che ho acquistato senza pensarci troppo) credo sia del ’68 [editoria – 37].

La vita calcistica di Pozzo, narrata da lui stesso in prima persona, è affascinante ed al contempo ricca di curiosità storiche, soprattutto sulle vicende della nazionale.

Vengono raccontate infatti le vittorie alle Olimpiadi ed ai Campionati del mondo, ed i primi passi dell’organizzazione calcistica nostrana. La descrizione di figure oramai mitiche del calcio italiano e internazionale emerge – ancora dopo tanti anni – con una vivacità che cattura ed assorbe totalmente l’attenzione del lettore.

Piola, Meazza, Gabetto, Orsi, Schiavio, Frossi, Zamora, Matthews, Molnar, Planika, Schiaffino, Ghiggia, Mazzola, Levratto, il grande Herbert Chapman (che inventò il “sistema” quale schema di gioco, con il conseguente abbandono del “metodo”), descritti a tratti rapidi ed efficaci, risaltano in modo vivido e graffiante tra le pagine di questo libro, che consiglio a tutti di leggere, magari consultandolo in qualche biblioteca civica. Inutile dire che anche al Toro sono riservati ricordi assolutamente interessanti.

Riportiamo solo alcuni cenni biografici: Vittorio Pozzo nacque a Biella nel 1886 e morì a Ponderano nel 1968.

Da calciatore giocò dapprima in Svizzera nel Grassopphers e poi nel Torino, che contribuì a fondare e nel quale militò dapprima come giocatore per cinque stagioni, e poi come allenatore dal 1912 al 1922. Da commissario tecnico della nazionale vinse le Olimpiadi di Berlino nel 1936, due Campionati del mondo nel ’34 e nel 38, e due Coppe internazionali nel ’30 e nel ’35. Allenò anche il Milan nel campionato 1924-25.

Tra l’altro, non dimentichiamo – come già accennato in altra sede – che prima ancora dell’esperienza svizzera fu giocatore dell’F.C. Torinese per diversi anni, legando il suo nome alle origini del calcio piemontese ed italiano.

Apr 12, 2009 - Senza categoria    No Comments

TORO: IL MITO E I CAMPIONI. Cinquant’anni fa, Superga

Come al solito l’amico Piero Aggradi, oltre ad occuparsi della sua libreria antiquaria, riesce sempre a trovare qualche oggetto di pregio per il collezionista granata.

Anche questa volta si tratta di una pubblicazione davvero interessante: la raccolta a fascicoli intitolata “Toro: il mito e i campioni. Cinquant’anni fa, Superga”, edita da La Stampa nel 1999, in occasione dell’anniversario della sciagura. Sono ben ventidue monografie tematiche, che riguardano temi importanti oppure figure di rilievo (si passa da Moschino a Gabetto, da Bui a Luigi Danova) della storia granata.

I singoli articoli sono realizzati da grandi firme del giornalismo sportivo, e sono corredati da numerose foto e statistiche; insomma, un’opera completa e di ottimo livello.

Apr 10, 2009 - Senza categoria    No Comments

Novità

Ho creato un nuovo album dedicato agli audiovisivi, che costituiscono un’importante fonte di notizie per la storia del Toro. Le prime foto sono dedicate a diversi dischi 45 giri (sia la copertina che – quando merita – anche il retro), contenenti inni anche molto datati ma comunque conosciuti dalla maggior parte dei tifosi. Con il tempo aggiungerò altro materiale che ritengo interessante.

Apr 10, 2009 - Senza categoria    No Comments

Audio e video